Alla base della nostra educazione cristiana c’è un semplice gesto: donarsi all’altro per imitare Cristo. Una riflessione sull’educazione alla carità.

Il destino non ha lasciato solo l’uomo, perché ha condiviso la sua vita con lui. La caritativa è la strada attraverso cui Giussani ci ha educato ad amare gli uomini come li ama Dio.

Il gesto semplice di andare a passare un po’ di tempo con gli anziani, o di far giocare dei bambini, ha la forza di farci entrare di schianto nel cuore della vita vera. Come ci ha insegnato Giussani: vivere è condividere. Mi apro veramente alla vita nella misura in cui la dono e la condivido con altri. È un gesto radicale che testimonia il valore infinito della persona che Cristo ci ha rivelato. Tu ci sei, e per questo vale la pena che io condivida la mia vita con te.

Questo amore alla persona è ciò che si afferma – e si impara – andando in caritativa. È l’esperienza che fanno i nostri seminaristi, andando negli ospedali, nelle cliniche per anziani o nel carcere minorile. È l’esperienza che mi ha accompagnato fin dalla mia prima caritativa, quando a quattordici anni andavo con gli amici di GS in un ospizio nella periferia di Reggio Emilia e l’anziano con cui parlavo, senza volerlo, mi sputava ripetutamente sulle scarpe.

La caritativa, in fondo, è imitazione di Dio. È un’esperienza che rispecchia la sua stessa vita. Don Giussani era sorpreso proprio da questa semplice constatazione: nell’Incarnazione Dio ha deciso, con una gratuità inimmaginabile, di condividere la sua vita con noi. È lì che ci è stata rivelata la verità dell’esistenza, che è la condivisione. Amatevi come io vi ho amato (cfr. Gv 15,12). È vertiginoso pensare che in un’azione così semplice, come condividere un po’ di tempo con un altro, possiamo imitare il modo con cui Dio entra in rapporto con me.

Mia nonna Maria ha ormai più di novant’anni, quando passo a salutarla non mi riconosce, devo ripetere le cose molte volte, e non è detto che alla fine capisca. Perché, io non ho forse bisogno che Dio mi ripeta le cose molte volte, prima di capirle? Io, che tante volte neanche lo riconosco…

La caritativa è un gesto. Cioè un’azione che, pur nella sua semplicità, esprime l’ideale della vita. Proprio per questo richiamo all’ideale ogni gesto cristiano è educativo. Condividere un po’ di tempo con un altro mi educa a concepire tutti i rapporti come condivisione, mi porta lentamente a vivere con tutti la stessa apertura originata dalla carità, genera in me l’esperienza vera della cattolicità. Come disse Giussani, in una delle prime riunioni di giudizio sull’esperienza della caritativa: La vera universalità è l’accettazione totale di tutti i tu di tutti i tempi (A. Savorana, Vita di don Giussani, 243).

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