• Francesco Ferrari
  • Giovanni Fasani
  • Nicolò Ceccolini

Gli anni del seminario sono un tempo fondamentale per la vita di un sacerdote. Il dono della vocazione è un seme posto da Dio, che ha bisogno di una paziente maturazione per fiorire in risposta libera, generosa e consapevole.
I seminaristi della Fraternità san Carlo, durante gli anni della formazione, scoprono la bellezza della vita comune, del silenzio, della liturgia, dello studio, della missione. Scoprono l’attrattiva di una vita tutta tesa alla conversione a Cristo, piena di passione perché gli uomini possano conoscerlo.
Il cammino del seminario è composto da due primi anni di studio della Filosofia e di Introduzione alla vita della Fraternità san Carlo. Dopo gli studi filosofici, i seminaristi trascorrono un anno in una delle case all’estero, per una prima esperienza nelle nostre missioni. Al rientro, si proseguono gli studi con il triennio teologico. Con l’ordinazione diaconale, al termine della teologia, si parte per la propria destinazione.
La vita quotidiana è scandita dalla preghiera comunitaria, i momenti di silenzio e la messa, centro della nostra vita. Anche lo studio della Filosofia e della Teologia è un ambito importante in questi anni di formazione. È uno studio appassionante, vissuto come approfondimento della conoscenza di Dio e dell’uomo. La formazione accademica dei seminaristi si svolge sia attraverso corsi interni in seminario, sia frequentando al mattino le lezioni presso le Università Pontificie di Roma. I pomeriggi sono dedicati allo studio e ai diversi incarichi della vita della casa: la segreteria, i canti, la liturgia, il lavoro in giardino, la biblioteca ecc. A ciascuno è inoltre affidato un compito missionario e di carità: visitare gli anziani, i bambini ammalati di un ospedale pediatrico, i ragazzi del carcere minorile, le famiglie della periferia romana, oppure aiutare i nostri sacerdoti nell’educazione dei ragazzi.
Ogni seminarista è educato alla vita comune, fondamento della nostra missione nel mondo. Per questo, il seminario è diviso in nuclei più ristretti, vere e proprie case dove crescere scoprendo la bellezza della comunione vissuta. Anche la liturgia, la preghiera comunitaria, gli incarichi svolti insieme sono dimensioni importanti dell’educazione alla vita comune.
Per don Massimo Camisasca, «i cardini fondamentali del cammino educativo proposto nel seminario della Fraternità san Carlo sono la libertà, l’autorità e l’amicizia. […] Educare non significa solo comunicare delle idee, bensì implicarsi nella vita di un’altra persona, condividerne nel profondo l’esistenza. Educare significa farsi compagno delle persone nella loro strada verso il destino, camminare insieme verso Colui che può rispondere al bisogno di felicità di ogni uomo» (M. Camisasca, Il vento di Dio).
Oggi vivono nella Casa di Formazione di Roma ventitre seminaristi guidati dal rettore don Francesco Ferrari e dai vicerettori don Niccolò Ceccolini e don Giovanni Fasani. Il prof. Michael Konrad è il prefetto agli studi. Altri 7 seminaristi stanno trascorrendo un anno di missione in una delle case della Fraternità.

  • Martino De Carli
  • Ruben Roncolato

“Una casa di formazione appoggiata sulla punta di un immenso continente, che già a partire dalla sua architettura esprime il desiderio di condivisione delle nostre vite”. Così, il superiore generale don Paolo Sottopietra ha definito la casa di formazione di Santiago, il cui orizzonte non è il solo Cile ma tutta l’America Latina, non un serbatoio a cui attingere ma un luogo a cui donare la bellezza ricevuta. Per questo è una casa bella, che vuole accogliere ma anche educare in un ambiente molto familiare, aperto ad una grande libertà ed esigente al contempo.

Il seminario nasce nel 2002 a Città del Messico, per accogliere le vocazioni alla Fraternità nate in America Latina e accompagnarle per i primi anni nel continente di origine. Negli anni seguenti, tuttavia, vennero meno le condizioni per mantenerlo in Messico. Si pensò così al Cile, dove la Fraternità era sbarcata nel 2006, come a un Paese caratterizzato da una discreta stabilità economica e istituzionale, e in particolare a Santiago, la capitale, centro della vita culturale e universitaria.
Presto ci rendemmo conto che la casa non poteva essere soltanto la sede dei primi anni di seminario: doveva essere una casa vera e propria, in grado di offrire una formazione completa. Si decise inoltre di inviare anche seminaristi di origine italiana, sia per l’opportunità di costituire una comunità più ampia che per la possibilità di formare sacerdoti avendoli da subito inseriti nell’ambiente culturale latino-americano.
La casa di formazione cilena apre i battenti il 4 novembre 2009, nella casa del quartiere “Ciudad del Este” dove vive don Martino de Carli. Una casa che già si occupa, oltre che dei primi seminaristi, della parrocchia Pedro Bonilli di Puente Alto, affidata alla Fraternità, e di altri incarichi pastorali connessi con la vita di Cl. Ben presto, nasce l’esigenza di una casa dedicata alla formazione: nel giugno 2011, con la consacrazione dell’altare, viene inaugurato il nuovo seminario a Camino el Olivar, nella Comuna di Las Condes: a Santiago arriva l’attuale Vicerettore, don Ruben Roncolato, insieme ai primi seminaristi italiani che nel 2012 iniziano a seguire i corsi di Teologia all’Università Cattolica. Il 19 dicembre 2015 si svolgeranno le prime ordinazioni diaconali fuori dall’Italia.
Nella casa di formazione, i seminaristi pregano, studiano e vivono insieme, condividendo le responsabilità, dalla biblioteca al giardino, dall’economato alla cucina, dalla scuola di canto alla rivista Fraternidad y Misión. Con loro, oltre a don Ruben, ci sono don Federico Ponzoni, cappellano della scuola superiore San Rafael e del campus san Joaquín dell’Università Cattolica, e don Martino de Carli, pro-rettore del seminario, delegato del superiore generale per l’America Latina e professore associato di Introduzione alla Teologia all’Università Cattolica di Santiago.
De Carli è anche responsabile del movimento di CL in Cile: la stretta collaborazione tra la Fraternità e il movimento ha favorito rapporti di amicizia e generato opere come Encuentro Santiago, un evento culturale nato sulla scia del Meeting di Rimini.

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