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	<title>Fraternità San Carlo</title>
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		<title>Missionarie di san Carlo: voti definitivi per suor Ester e suor Mariagrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 15:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157633485833221%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157633485833221%2F&#038;set_id=72157633485833221&#038;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=124984"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=124984" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157633485833221%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157633485833221%2F&#038;set_id=72157633485833221&#038;jump_to=" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>In libreria per il mese mariano: &#8220;Con gli occhi della sposa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono tanti modi per parlare della preghiera del Santo Rosario. Don Gianluca Attanasio, prete della Fraternità San Carlo in missione a Napoli, ne sceglie uno del tutto originale: quello del romanzo storico. I misteri del Rosario sono raccontati attraverso la vita di Maria, nella sua quotidianità di madre e sposa. Pagine brillanti e affascinanti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/webCop_Con-gli-occhi-della-sposa.jpg" rel="lightbox[6846]" title="In libreria per il mese mariano: "Con gli occhi della sposa""><img class="size-full wp-image-6839 alignleft" alt="webCop_Con gli occhi della sposa" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/webCop_Con-gli-occhi-della-sposa.jpg" width="214" height="350" /></a>Ci sono tanti modi per parlare della preghiera del Santo Rosario. Don Gianluca Attanasio, prete della Fraternità San Carlo in missione a Napoli, ne sceglie uno del tutto originale: quello del romanzo storico. I misteri del Rosario sono raccontati attraverso la vita di Maria, nella sua quotidianità di madre e sposa. Pagine brillanti e affascinanti accompagnano il lettore alla scoperta del Vangelo, delle figure di Gesù e della Madonna. Sottolineando la continua e stretta attualità che hanno anche oggi con la vita di milioni di uomini.</p>
<p><i>Il rosario è una preghiera potente, una preghiera di domanda e di contemplazione: è una grande compagnia. Lo si può recitare in macchina, in treno e in aereo, in ginocchio, in poltrona e camminando per strada, di giorno e di notte. </i><i>Attraverso la preghiera mariana, lo Spirito Santo opera in noi e ci fa ricordare proprio quell’aspetto del mistero di cui abbiamo bisogno in quel momento. Un libro per riaccendere la speranza della vita magnifica che il Signore desidera donarci e per scoprire le tracce di eternità nel nostro vivere quotidiano. </i></p>
<p>«Queste che leggerete non sono pagine che si esauriscono con la lettura. Sono piuttosto un invito a rifare il percorso che va dalle parole del vangelo, alla persona di Gesù, attraverso i misteri del rosario e le Ave Maria ripetute»<b><i>. </i></b><i>(dalla prefazione di mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia &#8211; Guastalla).</i></p>
<p>Gianluca Attanasio</p>
<p><b>Con gli occhi della sposa</b></p>
<p><i>I misteri del Rosario</i></p>
<p>prefazione di Massimo Camisasca</p>
<p><i>Edizioni Messaggero Padova 2013</i></p>
<p>216 pagine – euro 14,00</p>
<p><a href="http://www.libreriadelsanto.it/libri/9788825034271/con-gli-occhi-della-sposa.html">acquista on line</a></p>
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		<title>È tornato primo tra noi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari fratelli e sorelle, [...] Sono qui innanzitutto per stare con voi, per esprimervi la mia vicinanza, quella della Chiesa. Per assicurarvi che Dio non vi abbandona. Sono qui anche per chiedere che ogni sforzo venga fatto, da parte delle autorità statali e regionali, affinché vengano messe a disposizione dell’opera di ricostruzione le somme stanziate. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/giottoAscensione.jpg" rel="lightbox[6837]" title="È tornato primo tra noi"><img class="size-full wp-image-6838 alignleft" alt="giottoAscensione" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/giottoAscensione.jpg" width="320" height="295" /></a>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>[...] Sono qui innanzitutto per stare con voi, per esprimervi la mia vicinanza, quella della Chiesa. Per assicurarvi che Dio non vi abbandona. Sono qui anche per chiedere che ogni sforzo venga fatto, da parte delle autorità statali e regionali, affinché vengano messe a disposizione dell’opera di ricostruzione le somme stanziate.</p>
<p>Di fronte alle prove che avete vissuto, quando assieme alle case e ai luoghi del nostro ritrovarci, sembrano crollare anche le speranze del nostro cuore, grande è la tentazione dello scoraggiamento. Io stesso visitando qualche settimana fa questa vostra città, vedendo la distruzione causata dal terremoto nelle case e nelle costruzioni pubbliche, mi sono chiesto: se fosse capitato a me, come avrei reagito? Se capiterà a me, come reagirò? Se di colpo non avrò più molte cose che mi hanno accompagnato tutta la vita e che ritengo importanti, se non essenziali, come reagirò?</p>
<p>Ciò che accade, come un terremoto, è misterioso e suscita in noi tante domande. Perché a noi? Perché proprio qui? Perché così tante volte? Ci sono risposte che possono dare i fisici e i geologi, ma non ci bastano. Cerchiamo risposte più profonde. Tra le tante voglio soffermarmi su una: perché <em>emerga</em> nei nostri cuori, nella nostra considerazione, <em>ciò che è essenziale<span style="text-decoration: underline;">,</span></em> ciò che non passa, che resta sempre, che ci apre al futuro.</p>
<p>Ciò che è essenziale sono la fede e la carità. La fede: cioè la capacità di guardare ciò che accade non con gli occhi del mondo, ma con gli occhi di Dio. Di vedere in ciò che accade una occasione per convertirci a lui, per uscire dall’egoismo, dalle rivalità, dagli odi, e aprirci alla carità. E infatti il terremoto ha aperto una gara di carità, di aiuto, di sostegno reciproco. Dal male, che non è cancellato magicamente, è venuto un bene.</p>
<p>Oggi è la festa dell’Ascensione. Essa custodisce un grande insegnamento proprio per questa giornata e questa occasione. L’Ascensione è un avvenimento centrale nella storia di Gesù, nella storia di Dio con l’uomo. È iniziato in modo definitivo il mondo nuovo. Gesù è tornato da dove era partito, dal Padre. Lo aveva preannunciato più volte lungo la sua predicazione nella vita terrena. Ma non è tornato come era partito.</p>
<p>È tornato con il suo corpo umano, risuscitato, trasfigurato, ma non dissolto. Il Gesù che è tornato nel seno del Padre, che regna accanto al Padre, è lo stesso Gesù che è vissuto sulla terra, uomo tra gli uomini. È tornato primo tra noi. Là è la nostra casa definitiva, che si inaugura e si apre sulla terra per compiersi oltre il tempo. <i>Non habemus hic manentem civitatem (Eb 13,14). </i>Non è qui, eppure nasce qui. Ciò che nasce qui è la comunione tra noi, è l’amore per Dio e per i fratelli, sono i nostri tentativi di costruire qualcosa che rimanga attraverso le nostre doti, vocazioni, attitudini. Nonostante il terremoto – anzi, se esso ci aiuta a convertirci, proprio attraverso il terremoto – nulla va perduto, tutto ritroveremo e ci verrà consegnato in modo nuovo e trasformato.</p>
<p>Amen</p>
<p><span style="color: #008000;">Omelia presso il Centro di Comunità di Reggiolo &#8211; Reggiolo, 12 maggio 2013, Solennità dell’Ascensione del Signore</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata Missionaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 16 maggio avrà luogo a Grosseto una cena in favore delle missioni della Fraternità san Carlo, con don Alessandro Camilli. Informazioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovedì 16 maggio</strong> avrà luogo a <strong>Grosseto</strong> una cena in favore delle missioni della Fraternità san Carlo, con don Alessandro Camilli. <a href="mailto:giornatemissionarie@sancarlo.org">Informazioni</a>.</p>
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		<title>Il fuoco nella neve</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 07:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Egli sorge da un estremo del cielo e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: nulla si sottrae al suo calore» . L’ultima volta che ho letto nel breviario questa frase del salmo 19 non nascondo di aver provato un certo sussulto. Ho guardato fuori dalla finestra e ho visto quello che ormai vedo da mesi: [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/Immagine-067-1.jpg" rel="lightbox[6795]" title="Il fuoco nella neve"><img class="wp-image-6798 alignleft" alt="Immagine-067-(1)" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/Immagine-067-1.jpg" width="434" height="305" /></a>«Egli sorge da un estremo del cielo e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: nulla si sottrae al suo calore» .<br />
L’ultima volta che ho letto nel breviario questa frase del salmo 19 non nascondo di aver provato un certo sussulto. Ho guardato fuori dalla finestra e ho visto quello che ormai vedo da mesi: neve! Il termometro impietosamente segnava meno 30 gradi. Subito ho pensato alle parole che don Massimo mi disse prima di partire: «Grande sarà il tuo sacrificio ma ancora più grande è la promessa!».<br />
Sono passati ormai più di quattro mesi dall’arrivo mio e di Paolo Bizzocchi a Novosibirsk, ma anche io, come il salmista, posso dire con la stessa commozione e con un certo timore che il calore di Dio si sente sempre, anche durante l’inverno siberiano. Le nostre giornate sono molto semplici, tutti i giorni andiamo all’università di Akademgorodok (quartiere universitario a un’ora e mezza da casa) dove seguiamo un corso di russo. Finite le lezioni, compiti e poi a casa.<br />
Non nascondo che qui la vita, a volte, è dura. Uscire di casa tutti i giorni presto, quando fuori ci sono trenta gradi sotto zero, mi obbliga a riscoprire e ridire quel “sì” detto a don Massimo un anno fa: è molto difficile iniziare la giornata dando per scontato il mio essere qui.<br />
I quindici minuti a piedi per raggiungere la metropolitana li facciamo in silenzio e sono l’occasione, durante la recita del Rosario, per offrire questa piccola fatica per la mia famiglia, per i miei amici, per la casa e per tutta la Fraternità. È incredibile come nell’offerta quelli che sono lontani diventano misteriosamente vicini. Dicendo “si” il Signore non ci toglie nulla, ma ci libera da quello che è superfluo per poter riconoscere più facilmente l’Essenziale. Il freddo rimane intenso, ma diventa paradossalmente occasione di memoria. Sono grato al Signore che in questo modo mi obbliga tutti i giorni a ricordarmi di Lui. Nei luoghi più bui e freddi è più facile accorgersi del Sole!<br />
E soprattutto questo scenario glaciale, quasi apocalittico, impallidisce e perde di forza in confronto alla bellezza della vita della casa, che di questi mesi è il fiore più bello. Siamo in cinque: Fecondo, Francesco, Javier, Paolo ed io. Il freddo ci costringe ad una vita molto essenziale, le uscite sono poche e passiamo molto tempo insieme, dalle ore di preghiera fino alle cene. La vita comune è per me segno evidente del fatto che Dio si è fatto realmente uomo e compagno. Come in ogni rapporto, ma ancora di più nella vita di ogni casa e di questa casa è necessario il sacrificio più vertiginoso, che a volte è il più doloroso ma sicuramente il più desiderabile: quello di servire la comunione tra i fratelli, uscire fuori da se stessi, dalle proprie idee, convinzioni e pregiudizi, e abbracciare l’altro così com’è, in tutti i suoi pregi e difetti. In questo modo il cielo è come se si aprisse dentro la lotta di ogni giorno, e ci facesse pregustare la bellezza della comunione che vivremo definitivamente in paradiso.</p>
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		<title>Francesco d&#8217;Assisi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 07:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Una notte di primavera dell’anno 1209, papa Innocenzo III fece un sogno. Vide la chiesa del Laterano che stava per crollare. Gli sembrò un’immagine della Chiesa del suo tempo. Ma ecco sopraggiungere un piccolo frate, dall’aspetto umile, vestito poveramente. Appoggiò le mani alla facciata e risollevò l’intero edificio. In lui il Papa riconobbe Francesco». Esce [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/francisco.jpg" rel="lightbox[6803]" title="Francesco d'Assisi"><img class="wp-image-6804 alignleft" alt="francisco" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/05/francisco.jpg" width="295" height="319" /></a>«Una notte di primavera dell’anno 1209, papa Innocenzo III fece un sogno. Vide la chiesa del Laterano che stava per crollare. Gli sembrò un’immagine della Chiesa del suo tempo. Ma ecco sopraggiungere un piccolo frate, dall’aspetto umile, vestito poveramente. Appoggiò le mani alla facciata e risollevò l’intero edificio. In lui il Papa riconobbe Francesco».</p>
<p>Esce a firma di Andrea Marinzi e Arcadio Lobato «Francesco D’Assisi», il terzo volume della collana «Storie di uomini, storia di Dio», libri per bambini sui personaggi della Scrittura e della Chiesa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Andrea Marinzi &#8211; Arcadio Lobato</strong></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Francesco D&#8217;Assisi</strong></span></p>
<p>Editrice La Scuola</p>
<p>pp. 40 &#8211; euro 6.50</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788835027225/marinzi-andrea-casaburi-anna/francesco-d-assisi.html">acquista online</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Novità in libreria: &#8220;Benvenuto a casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 14:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scoperta di essere amato è l’esperienza più importante della vita. Ed è quella che ci rende capaci di amare. Quando si vive la gioia di essere accolti, si diventa capaci di accogliere. […] Nel nostro tempo, in cui tanto si dibatte attorno alla convivenza fra uomini e donne di diverse culture, etnie, lingue e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/Camisasca_BenvenutoACasa.jpg" rel="lightbox[6774]" title="Novità in libreria: "Benvenuto a casa""><img class="wp-image-6775 alignleft" alt="Camisasca_BenvenutoACasa" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/Camisasca_BenvenutoACasa.jpg" width="245" height="392" /></a></p>
<p>La scoperta di essere amato è l’esperienza più importante della vita. Ed è quella che ci rende capaci di amare. Quando si vive la gioia di essere accolti, si diventa capaci di accogliere. […] Nel nostro tempo, in cui tanto si dibatte attorno alla convivenza fra uomini e donne di diverse culture, etnie, lingue e religioni, queste pagine vogliono offrire un itinerario semplice di accoglienza dell&#8217;altro. Qualunque persona è altro da me, ed è un segno del mistero che mi chiama, un segno di Dio nella mia vita. In questo modo, il più grande dono che noi viviamo nell&#8217;accglienza è di poter entrare dentro l&#8217;ultima onda dell&#8217;essere che ci costituisce. <i>(dall&#8217;introduzione dell’Autore)</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Massimo Camisasca</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Benvenuto a casa</span></strong></p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Le ragioni dell&#8217;accoglienza</em></span></p>
<p>Edizioni San Paolo 2013</p>
<p>pp. 98 &#8211; euro 7,90</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.sanpaolostore.it/benvenuto-a-casa-ragioni-dell-accoglienza-massimo-camisasca-9788821578182.aspx">compra on line</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>immagine di copertina e in homepage: Filippo Rossi,  «Golden Box», 2009 (collezione privata, Firenze). &#8211; <a href="http://www.filipporossi.info/">www.filipporossi.info</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title></title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 07:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 13 maggio a Roma voti solenni di suor Ester e suor Mariagrazia, delle Missionarie di san Carlo. info]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lunedì 13 maggio</strong> a <strong>Roma</strong> voti solenni di suor Ester e suor Mariagrazia, delle Missionarie di san Carlo. <a href="http://www.missionariesancarlo.org/">info</a></p>
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		<title>marzo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 13:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[FeM 2013]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>«&#8230;e per favore non fatevi rubare la speranza»</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 12:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Le parole di Papa Francesco intitolano la giornata di festa organizzata dagli amici della Fraternità san Carlo di Modena. L&#8217;appuntamento è per domenica 28 aprile presso il Centro Scolastico &#8220;La Carovana&#8221;, via Enzo Piccinini, 20 a Modena. Ecco il programma della giornata: Introduzione al libro dell&#8217;Apocalisse: brani e immagini sul tema della speranza, ore 10.00 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/modena.jpg" rel="lightbox[6726]" title="«...e per favore non fatevi rubare la speranza»"><img class="alignleft size-full wp-image-6727" alt="modena" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/modena.jpg" width="359" height="274" /></a>Le parole di Papa Francesco intitolano la giornata di festa organizzata dagli amici della Fraternità san Carlo di <b>Modena</b>. L&#8217;appuntamento è per <b>domenica 28 aprile</b> presso il Centro Scolastico &#8220;La Carovana&#8221;, via Enzo Piccinini, 20 a <strong>Modena</strong>.</p>
<p>Ecco il programma della giornata:</p>
<p><span style="color: #008000;">Introduzione al libro dell&#8217;Apocalisse</span>: brani e immagini sul tema della speranza, ore 10.00 &#8211; 12.00 e 14.30-16.30.</p>
<p><span style="color: #008000;">Incontro testimonianza con don Emmanuele Silanos</span>, vicario generale della Fraternità san Carlo e Missionario a Taiwan: ore 15.30, incontro rivolto ai ragazzi &#8211; ore 16.30, incontro rivolto agli adulti.</p>
<p><span style="color: #008000;">Giochi per ragazzi</span> &#8211; ore 16.30</p>
<p><span style="color: #008000;">Santa Messa</span> &#8211; ore 18.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #008000;">per informazioni</span>: <a href="mailto:giornatemissionarie@sancarlo.org">giornatemissionarie@sancarlo.org</a></p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/WEB-A5-San-carlo-24.04.2013.pdf"><span style="color: #008000;">scarica la  locandina della festa</span></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Appuntamenti missionari</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 08:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 13 e domenica 14 aprile don Ubaldo Orlandelli sarà in giornata missionaria a Bisuschio (Va), presso la parrocchia di san Giorgio Martire. Don Dino Goretti e don Ettore Ferrario saranno invece a Forlì presso la parrocchia di santa Caterina da Siena. Per maggiori informazioni: giornatemissionarie@sancarlo.org &#160; * * * Venerdì 12 aprile, alle ore 21, don [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Sabato 13 e domenica 14 aprile </b>don Ubaldo Orlandelli sarà in giornata missionaria a <b>Bisuschio (Va)</b>, presso la parrocchia di san Giorgio Martire. Don Dino Goretti e don Ettore Ferrario saranno invece a <b>Forlì</b> presso la parrocchia di santa Caterina da Siena. Per maggiori informazioni: <a href="mailto:giornatemissionarie@sancarlo.org">giornatemissionarie@sancarlo.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* * *</p>
<p><b>Venerdì 12 aprile</b>, alle ore 21, don Jonah Lynch terrà a <b>Rimini</b>, presso il Teatro Novelli, un incontro sui temi della mostra <a href="http://www.sancarlo.org/it/?p=4762">Nessuno genera se non è generato</a>.</p>
<p><b>Sabato 13 aprile</b> don Jonah e il seminarista Emanuele Fadini presenteranno la mostra a <b>Udine. </b>Alle 16.30 Emanuele terrà una visita guidata, mentre alle 18,00 ci sarà l&#8217;incontro con don Jonah (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/udine_nessunogenerase.pdf">informazioni</a></span>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* * *</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Mercoledì 17 aprile</b>, a <b>Gessate (Mi)</b>, don Vincent Nagle terrà un incontro insieme a padre Piero Gheddo, dal titolo <a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/loc.Gheddo-Nagle.pdf">«Vivere la fede nel quotidiano e nel mondo»</a> (<a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/loc.Gheddo-Nagle.pdf">info</a>).</p>
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		<title>Accogliere un altro</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 08:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[roma eusebio]]></category>

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		<description><![CDATA[Pregate sempre senza stancarvi mai, dice Gesù nel Vangelo di Luca (Lc 18,1). La preghiera è lo svolgersi nella vita di un riconoscimento continuo del nostro rapporto con il Mistero. È quindi una coscienza di sé, più che una cosa da fare. È l’accoglienza di un Altro nella propria vita. Come diceva lo starets al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/017-duccio-theredlist.jpg" rel="lightbox[6674]" title="Accogliere un altro"><img class="alignleft  wp-image-6675" alt="017-duccio-theredlist" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/017-duccio-theredlist.jpg" width="274" height="333" /></a>Pregate sempre senza stancarvi mai</em>, dice Gesù nel Vangelo di Luca (Lc 18,1). La preghiera è lo svolgersi nella vita di un riconoscimento continuo del nostro rapporto con il Mistero. È quindi una coscienza di sé, più che una cosa da fare. È l’accoglienza di un Altro nella propria vita. Come diceva lo <em>starets</em> al pellegrino russo, si tratta di una dimensione che coincide con il respiro e che fluisce spontaneamente dentro la vita di ciascuno di noi.</p>
<p>Perché questo accada occorre riconoscere la presenza del Mistero che si è fatto carne: Gesù, che è presente alla nostra vita e ci attira sempre di più al Padre, adesso, attraverso ogni cosa e ogni attività. Nel compito che mi è affidato come parroco è fondamentale insegnare a pregare, ma perché questo avvenga occorre che io impari a pregare. Ciò non è mai scontato: è una provocazione di ogni giorno, una sfida, perché la memoria di Cristo non è un fatto che si possa decidere o imporsi, ma un dono che continuamente richiede la nostra libertà. E i casi sono due: o la mette in moto verso Dio o diventa formalismo vuoto.</p>
<p>Fin da ragazzo sono stato educato a pregare con i Salmi, la vera scuola per riconoscere che tutto è dentro il rapporto con Dio, che Dio si interessa di noi anche quando vogliamo presuntuosamente fare di testa nostra. L’esperienza cristiana, educata alla preghiera in Gioventù studentesca, mi ha insegnato a vivere la liturgia come accoglienza di quel rapporto e di quel dono che cambiano, a poco a poco, il modo di agire, di pensare, di guardare, di sentire ogni cosa. Immersi nella preghiera si impara ad amare la liturgia, che è la forma suprema con cui Cristo stesso prega e si offre continuamente a noi.</p>
<p>Un altro punto privilegiato di preghiera nella mia vita è l’amore al canto. Cantare bene è un’educazione a mantenere viva e desta la percezione del Mistero. In parrocchia, oltre ad un bel coro polifonico, abbiamo proposto una piccola scuola settimanale di canto che coinvolge le persone presenti alle celebrazioni feriali: normalmente una ventina di signore anziane che, in maniera veramente commovente, imparano il gregoriano o i canti della tradizione che erano stati dimenticati dopo gli anni Settanta.</p>
<p>Dentro questo cammino di educazione continua alla preghiera sono decisivi il silenzio e l’adorazione. Anche se costituiscono la cosa più desiderata, non sono sempre facili da vivere, perché siamo tentati continuamente di farci distrarre da ciò che sembra più urgente nella vita parrocchiale (o comunque nella vita quotidiana di ogni adulto). Tutto tende ad apparire più decisivo della preghiera, del silenzio, dell’adorazione. Trovare lo spazio e il tempo diventerebbe allora un’impresa ardua, se non nascesse da una gratitudine presente nel mistero della propria vita e della propria vocazione. E così anche l’inevitabile stanchezza e la distrazione non affaticano, perché diventano la possibilità per essere ricondotti a vivere la propria umanità come domanda di misericordia e di stupore per la bontà di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #888888;">Nell&#8217;immagine, Duccio di Buoninsegna, <em>Maestà, La preghiera sul Monte degli Olivi</em> (part.) 1308/ 1311, Museo dell&#8217;Opera del Duomo, Siena. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 10:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornata Missionaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 28 aprile avrà luogo la Festa con gli amici della Fraternità san Carlo a Modena. informazioni e programma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 28 aprile</strong> avrà luogo la Festa con gli amici della Fraternità san Carlo a <strong>Modena</strong>. <a href="http://www.sancarlo.org/it/?p=6726">informazioni</a> e <a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/WEB-A5-San-carlo-24.04.2013.pdf">programma</a>.</p>
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		<title>Il grande alfabeto dell’umanità</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 13:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito dell’evento “Il grande alfabeto dell’umanità”, promosso dall’Associazione Sant’Anselmo e dalla Biblioteca Ambrosiana, un gruppo di seminaristi della Fraternità San Carlo presenterà alcune figure della storia biblica, con lo scopo di far conoscere i testimoni di Cristo. &#160; Le presentazioni si terranno: presso la Biblioteca Isimbardi, via Vivaio 1 (MM San Babila): - mercoledì 8, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dell’evento “Il grande alfabeto dell’umanità”, promosso dall’<a href="http://www.associazionesantanselmo.org/home/index.php">Associazione Sant’Anselmo</a> e dalla Biblioteca Ambrosiana, un gruppo di seminaristi della Fraternità San Carlo presenterà alcune figure della storia biblica, con lo scopo di far conoscere i testimoni di Cristo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p>Le presentazioni si terranno:</p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> presso la Biblioteca Isimbardi, via Vivaio 1 (MM San Babila):</span></strong></p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">- mercoledì 8, giovedì 9 e venerdì 10 maggio</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, più turni dalle 9.00 alle 15.00</span></p>
<p>- <strong>mercoledì 8, giovedì 9 maggio</strong>, un turno solo dalle 18.00 alle 19.00<br />
<strong><span style="color: #008000;">nella Chiesa di San Sepolcro (dietro l’Ambrosiana):</span></strong></p>
<p>- <strong>venerdì 10 maggio</strong>, un solo turno dalle 18.00 alle 19.00.</p>
<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/Calendario-Mostre-maggio.pdf">(calendario dettagliato) </a></p>
</div>
<p>I posti sono limitati, è dunque consigliata la prenotazione via e-mail:</p>
<p><a href="mailto:jacobus.ca@fastwebnet.it">jacobus.ca@fastwebnet.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presentazione è indicata per universitari, studenti delle scuole superiori, medie ed elementari. A tal fine è utile segnalare la tipologia del gruppo (ad es. classe elementare, gruppo di fraternità).</p>
<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/MostraMilanoVol.pdf"><strong><span style="color: #008000;">Scarica la locandina</span></strong></a></p>
<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/CSAlfabetoUmanita.pdf"><strong>Scarica il comunicato stampa </strong></a></p>
<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/alfabetodellumanita-1.pdf"><span style="color: #008000;"><strong>Scarica pieghevole</strong></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INFO: Umberto &#8211; TEL: 3384365144 &#8211; E-MAIL: <a href="mailto:u.tagliaferri@sancarlo.org">u.tagliaferri@sancarlo.org</a></p>
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		<title>È proprio Lui</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 13:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[camisasca]]></category>

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		<description><![CDATA[Gesù, che per noi uomini e per la nostra salvezza si è lasciato inchiodare alla croce, è risorto! Questo annuncio, di fronte al quale si trovarono per la prima volta le donne che andarono al sepolcro, ci raggiunge oggi con la stessa vivezza di allora: Cristo è veramente risorto ed è vivo! Nel vangelo, soprattutto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6639" rel="attachment wp-att-6639"><img class="alignleft  wp-image-6639" alt="2914293959_a9d1c483ba_b" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/04/2914293959_a9d1c483ba_b.jpg" width="360" height="220" /></a>Gesù, che <em>per noi uomini e per la nostra salvezza</em> si è lasciato inchiodare alla croce, è risorto! Questo annuncio, di fronte al quale si trovarono per la prima volta le donne che andarono al sepolcro, ci raggiunge oggi con la stessa vivezza di allora: Cristo è veramente risorto ed è vivo!</p>
<p>Nel vangelo, soprattutto nelle letture che la liturgia ci propone nel tempo di Pasqua, vengono raccontate alcune apparizioni di Cristo risorto. Nei cinquanta giorni che separano la sua resurrezione dalla definitiva ascensione al Padre (cfr. At 1, 3), egli appare a persone singole o a gruppi, in situazioni e luoghi diversi, in Galilea e in Giudea, all’interno di case o all’aperto, lungo una strada o sulla riva del lago. Perché appare Gesù? Non avrebbe potuto affidare l’annuncio della sua resurrezione solo agli angeli? D’altra parte lo aveva detto più volte ai suoi apostoli e ora il sepolcro vuoto poteva bastare come prova storica di quanto aveva loro preannunciato. Invece Gesù si mostra, si fa vedere, toccare, mangia ancora con i suoi&#8230; Egli appare per dare loro la testimonianza inequivocabile che proprio lui che avevano visto morire in croce, proprio lui che portava ancora il segno dei chiodi e della ferita del costato, ora è vivo e non muore più. E inizia ad essere presente in una forma nuova nella loro vita.<br />
Come dice Jean Danielou, «la vita del corpo risuscitato di Cristo è misteriosa» (J. Danielou, <em>La risurrezione</em>, Cantagalli, Siena 2008, 54). Innanzitutto egli non è più soggetto allo spazio e al tempo. Nel suo corpo risorto lo spirito domina ormai interamente la materia. Rimane corporeo come prima, eppure può sottrarsi alla vista (cfr. Lc 24, 31), può passare attraverso muri o porte chiuse (cfr. Gv 20, 26): la materia non è annullata, ma è totalmente al servizio dello spirito.<br />
Nessuno ha assistito alla resurrezione, molti invece hanno visto Gesù Risorto e la nostra fede si fonda in prima istanza sulla testimonianza di coloro che lo hanno veduto e toccato. Da questo punto di vista la resurrezione è un fatto storico particolare, che nessuno potrebbe negare. Persino un razionalista protestante come Strauss ammetteva nel XIX secolo: «La formidabile sterzata, che dalla profonda depressione e totale disperazione causata dalla morte di Gesù portò alla forza della fede e all’entusiasmo con cui i primi discepoli lo annunciarono come Messia, non si potrebbe spiegare se nel frattempo non si fosse prodotto un avvenimento eccezionalmente incoraggiante» (D. F. Strauss, <em>Das Leben Jesu kritisch bearbeitet</em>, II, Tubingen 1840, 631­632).</p>
<div>
<p>Le donne, gli apostoli, i discepoli e gli amici di Gesù non avrebbero potuto produrre un avvenimento simile. Non avrebbero potuto inventare la fede nel Risorto. Soprattutto, una menzogna artificiosamente costruita non avrebbe avuto la forza di spingere uomini e donne tanto semplici e impreparati a percorrere le strade del mondo intero per testimoniare, anche a costo della propria vita, la verità di Gesù presente. È dunque «il Risorto che personalmente suscita la fede» (D. Bonhoeffer, <em>Cristologia</em>, Queriniana, Brescia 1990, 54). La nostra certezza non si fonda su racconti di visionari o creduloni, ma sulla travolgente testimonianza di persone che hanno visto Gesù risorto, sono stati assieme a lui, hanno persino mangiato con lui, hanno ascoltato la sua voce, hanno fatto esperienza del suo sguardo pieno di misericordia, di pace, di perdono e hanno capito che ciò che avevano vissuto con lui era destinato a non finire, a coinvolgere sempre più persone. Ed era possibile vivere assieme come lui aveva insegnato loro perché lui stesso continuava ad essere presente: <em>dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro</em> (Mt 18,20). <em>Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo</em> (Mt 28, 19­20).</p>
<p>Se Gesù è con noi, se lui è vivo qui in mezzo a noi, allora la nostra fede, che nasce dalla testimonianza degli apostoli, può fondarsi anche su un’esperienza personale. Egli, dopo la resurrezione, non è apparso a tutti, ma ad alcuni testimoni scelti. È questo il metodo di Dio: egli sceglie alcuni per arrivare a tutti. Così anche noi oggi siamo i testimoni che lui manda nel mondo per annunciare con la nostra vita che egli è vivo, che la morte e il male non sono l’ultima parola. Egli ha vinto la morte e, se ci apriamo alla luce della sua redenzione, dona anche a noi di risorgere già ora da tutte le nostre morti quotidiane. Gesù Cristo, che ha assunto la nostra intera umanità, le nostre miserie, la nostra debolezza fino a morire come ogni uomo, con la sua resurrezione ha spalancato ad ognuno di noi la vita di Dio che non finisce. Egli è la nostra <em>Pasqua</em>, dice san Paolo. Quello che è accaduto in lui è il destino di ogni uomo che a lui si affida. Siamo una “pasta nuova” – continua l’Apostolo (cfr. 1Cor 5,7). Dentro la nostra natura impregnata di peccato e di tenebra Gesù ha immesso un lievito nuovo capace di rinnovare la nostra vita dall’interno. Solo Dio poteva farci questo dono. L’uomo, con tutta la sua intelligenza, con tutta la sua forza, con tutto il suo desiderio, non poteva spostare la pietra che chiudeva come in un sepolcro la sua vita.</p>
<p>Buona Pasqua!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #888888;">pubblicato su ilsussidiario.net  </span></p>
<p><span style="color: #888888;">(foto Kotchka Images)</span></p>
</div>
</div>
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		<title>Novità in libreria: &#8220;Egli canta ogni cosa&#8221;</title>
		<link>http://www.sancarlo.org/it/?p=6626</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 15:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[casa di formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come parlare della fede, della possibilità (o della necessità) di credere a chi è giovane ed è cresciuto in un mondo che dell’incredulità sembra aver fatto la sua pietra d’angolo? Come ragionare di Dio nell’epoca di Facebook e Twitter? Come trasmettere la gioia (forse proprio l’allegria) della fede a chi pensa di non poterne essere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6628" rel="attachment wp-att-6628"><img class="alignleft size-full wp-image-6628" alt="cover_eglicanta copy" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/03/cover_eglicanta-copy.jpg" width="262" height="400" /></a>Come parlare della fede, della possibilità (o della necessità) di credere a chi è giovane ed è cresciuto in un mondo che dell’incredulità sembra aver fatto la sua pietra d’angolo? Come ragionare di Dio nell’epoca di Facebook e Twitter? Come trasmettere la gioia (forse proprio l’allegria) della fede a chi pensa di non poterne essere contagiato?</p>
<p>Jonah Lynch sceglie il modo che più gli è congeniale e che tanti lettori hanno imparato ad amare: si mette in gioco in prima persona, adotta uno stile semplice e diretto, prende di petto le grandi questioni, non si nega (se e dove serve) la battuta o il paradosso.</p>
<p>Nel folto panorama degli scritti su un tema tanto vasto quanto complesso come quello della fede, Jonah Lynch, prete missionario ed educatore, offre una riflessione fresca, che prende spunto da domande vere, rivoltegli da giovani studenti sulla vita, su Dio, sull’amore. La risposta, leggera ma intensa, raggiunge la profondità dei bisogni autentici di tutti.</p>
<p>Firma la prefazione Paolo Cevoli, comico noto soprattutto per la sua partecipazione al programma «Zelig», che regala al lettore e all&#8217;autore parole belle e lievi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Egli canta ogni cosa</b></p>
<p><i>Improvvisazione libera su Dio, la musica, la scienza e l’amore</i></p>
<p>di Jonah Lynch</p>
<p>prefazione di Paolo Cevoli</p>
<p><i>Lindau 2013</i></p>
<p>132 pagine – euro 10,00</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Improvvisazione-libera-musica-scienza-lamore/dp/886708089X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1364310793&amp;sr=8-1">acquista on line</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il compagno di cammino</title>
		<link>http://www.sancarlo.org/it/?p=6611</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 15:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Recenti]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle parole che il nuovo Papa Francesco ha usato di più nei suoi primissimi discorsi, e che mi è rimasta subito in mente, è stata la parola &#8220;cammino&#8221;. Dal balcone sopra piazza San Pietro, quando lo abbiamo incontrato per la prima volta, ci ha detto: &#8220;E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6612" rel="attachment wp-att-6612"><img class="alignleft size-full wp-image-6612" alt="nairobi" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/03/nairobi.jpg" width="372" height="278" /></a>Una delle parole che il nuovo Papa Francesco ha usato di più nei suoi primissimi discorsi, e che mi è rimasta subito in mente, è stata la parola &#8220;cammino&#8221;. Dal balcone sopra piazza San Pietro, quando lo abbiamo incontrato per la prima volta, ci ha detto: &#8220;E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo…&#8221;.</p>
<p>Anche nella sua prima omelia da Papa ci ha ripetuto questa parola. Ha detto: &#8220;Camminare: la nostra vita è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va. Camminare sempre, in presenza del Signore, alla luce del Signore, cercando di vivere con quella irreprensibilità che Dio chiedeva ad Abramo, nella sua promessa&#8221;.</p>
<p>Questo &#8220;camminare in presenza del Signore&#8221; è proprio la pedagogia della Settimana Santa, che trova il suo apice nella vittoria di Cristo sulla morte, e ci orienta verso il nostro destino ultimo: sedere con Cristo alla destra del Padre. Non è casuale che questa settimana, la più ricca e significativa di tutto l’anno liturgico, cominci con una processione, un fisico camminare insieme nella Domenica delle Palme.</p>
<p>Più di una volta ho potuto assistere a questa grande processione della Domenica delle Palme in Terra Santa, partendo dalla Chiesa Francescana a Bètfage &#8211; paese indicato dal Vangelo di Marco come il posto dove Gesù inizio il suo percorso verso Gerusalemme su un puledro (Mc 11,1) &#8211; e arrivando nella città vecchia, nel cortile di una chiesa che sta appena fuori dal Haram Ash-Sharif, dove si collocava all&#8217;epoca il Tempio di Gerusalemme. È una processione piuttosto lunga e, se batte il sole, anche faticosa. Ma è allo stesso tempo una grande occasione di gioia e di unità per la comunità cristiana locale, che prende coraggio nel vedersi così numerosa insieme a molti pellegrini.</p>
<p>La bellezza di quest&#8217;evento annuale nella Terra Santa, tuttavia, non si colloca tanto nel trovarsi insieme, ma proprio nel camminare insieme col pastore del gregge, il Patriarca Latino di Gerusalemme. Senza di lui non sarebbe veramente un camminare insieme: è la sua presenza che esprime il motivo della nostra presenza. È lui che ripresenta e diviene segno speciale dell&#8217;unico uomo che ci rende tutti una &#8220;fratellanza&#8221;, come ha detto il Papa: Gesù, il Signore.</p>
<p>Questa è la grande lezione, perciò, della settimana santa, e, al fondo, di tutta la vita cristiana. È la presa di coscienza della compagnia dell&#8217;unica presenza che trasforma la nostra vita da una farsa o una tragedia in una avventura umana che vale la pena. Sì, la vita è un viaggio, ma è solo Lui, scoperto al nostro fianco, che ci offre la consapevolezza dello scopo, già intravisto, già incontrato, già presentito.</p>
<p>Mi è capitato, nella vita, di trovarmi di fronte una persona oppressa dal senso di sconfitta, e incapace di affrontare la fatica del cammino. Ciò che allora faccio è porgli questa domanda: se andassi in vacanza nel posto più bello del mondo, col cibo più buono, la salute migliore e le camere d’albergo più confortevoli, ma il tuo compagno di viaggio fosse la persona veramente sbagliata, come sarebbe? Brutto, no?</p>
<p>E se, invece, in un viaggio andasse tutto storto (coincidenze perse, posti deludenti, tempo orribile e un attacco di virus alla pancia), però lo facessi in compagnia di una persona amica, con cui è una gioia stare, come sarebbe? Una bella avventura complicata ma piena di risate, no? Ma allora è la compagnia che fa la vita, non la presenza o assenza di fatti sgradevoli.</p>
<p>Nel cammino di questa settimana santa, ci saranno momenti di grazia, di sublime condivisione e di amicizia da parte del Signore. Allo stesso tempo ci sarà il tradimento, il peccato, la paura, la tortura, il sangue e la morte. E poi ci sarà una gloria che ci fa stare a bocca aperta senza parole. Ma, innanzitutto, è un viaggio in cui prendiamo coscienza di qualcuno con cui vale la pena camminare, dovunque ci conduca questa strada; tanto che possiamo essere, con lui, già certi del destino. Come dice papa Francesco, è un cammino, un cammino di fratelli che hanno scoperto il loro destino comune nel compagno di viaggio che è il protagonista di tutti gli avvenimenti. Buona settimana santa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #888888;">Nella foto: una via crucis con il popolo di Kahawa Sukari (Nairobi, Kenya).</span></p>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 11:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 6 e domenica 7 aprile don Jacques du Plouy e don Dino Goretti saranno in giornata missionaria a Trento, presso le parrocchie di San Rocco, Madonna Bianca e dei Ss. Vito e Crescenzia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 6 e domenica 7 aprile</strong> don Jacques du Plouy e don Dino Goretti saranno in giornata missionaria a <strong>Trento</strong>, presso le parrocchie di San Rocco, Madonna Bianca e dei Ss. Vito e Crescenzia.</p>
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		<title>La gioia di Giuseppe</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 08:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nostra gioia è la gioia di Giuseppe. Lui viveva come ogni uomo giusto, illuminato da pochi bagliori di luce (per lo più incomprensibili), e continuava malgrado l’oscurità a fare il suo lavoro, a provvedere a Gesù e Maria, ad avere fede e speranza, a rinunciare all’affetto tutto umano e giusto per una verginità non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6596" rel="attachment wp-att-6596"><img class="alignleft size-full wp-image-6596" alt="RItIMG_7130" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/03/RItIMG_7130.jpg" width="320" height="480" /></a>La nostra gioia è la gioia di Giuseppe. Lui viveva come ogni uomo giusto, illuminato da pochi bagliori di luce (per lo più incomprensibili), e continuava malgrado l’oscurità a fare il suo lavoro, a provvedere a Gesù e Maria, ad avere fede e speranza, a rinunciare all’affetto tutto umano e giusto per una verginità non scelta, non compresa, anzi inaudita! Tutto ciò faceva nella fede, sostenuta dallo sguardo di amore della sua Amata, che non toglieva il dolore del momento, ma lo riempiva di speranza. Ci sono anche momenti di celeste gioia sulla terra, dove si vede e si tocca la vittoria di Dio. Ma la gioia di Giuseppe, e la nostra, è più la gioia di chi torna da Dio, da Maria, di chi dubita e poi chiede perdono. La gioia è sotto, dentro quella sofferenza che brama l’unità totale, perché affida sempre nuovamente quella totalità nelle mani di chi la può compiere. La nostra croce ha sempre la possibilità dell’offerta, e questa la rende gioia.</p>
<p>Se penso a Giuseppe nella tranquillità di un giorno qualunque durante l’adolescenza di Gesù – i tormenti dell’infanzia passati, il lavoro che va bene, l’unità di cui gode con la sposa e il figlio – penso che pur nella pace assoluta che quei giorni nascosti dovevano essere, lui non abbia dimenticato il caro prezzo pagato dagli innocenti e dalle loro madri. Non ha dimenticato la profezia strana detta nel tempio a sua moglie – «Una spada ti trafiggerà l’anima» – e non ha dimenticato i tre giorni di angoscia nella ricerca del figlio dodicenne, che poi ritrovato nel tempio non lo confortò in alcun modo ma quasi sembrava rimproverarlo. Qual è la gioia che non dimentica tutto questo e rimane gioia? Solo la fede può accogliere tutto ciò nel silenzio, continuamente richiamato dall’esaltazione e dalla tristezza all’umiltà e povertà del pellegrino. È appunto in questo pellegrinaggio che la gioia ci è possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Estratto dal libro <a href="http://www.sancarlo.org/it/?p=834"><em>Padre sposo amico. Meditazioni su san Giuseppe</em></a>, edito da <a href="http://editrice.effata.it/libri/9788874021864/padre-sposo-amico/">Effatà editrice</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>nell’immagine: </i>San Giuseppe<i>, mosaico di Marko Rupnik e degli artisti del Centro Aletti, nella cappella della Casa di formazione della Fraternità san Carlo</i></p>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 08:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A breve nuove giornate missionarie.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A breve nuove giornate missionarie.</p>
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		<title>Il nuovo papa</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 09:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo la nota diffusa da mons. Massimo Camisasca. «La Diocesi di Roma ha il suo nuovo vescovo e la Chiesa universale il suo nuovo Papa. I cardinali riuniti in Conclave hanno scelto per la prima volta nella storia della Chiesa un vescovo latino &#8211; americano, seppure discendente da italiani. Un evento grandioso che indica l’importanza [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo la nota diffusa da mons. Massimo Camisasca.</p>
<p>«La Diocesi di Roma ha il suo nuovo vescovo e la Chiesa universale il suo nuovo Papa.</p>
<p>I cardinali riuniti in Conclave hanno scelto per la prima volta nella storia della Chiesa un vescovo latino &#8211; americano, seppure discendente da italiani. Un evento grandioso che indica l’importanza di Chiese e di popoli venuti in primo piano sulla scena del mondo.</p>
<p>La scelta del nome, Francesco, parla a tutti i cristiani e a tutti gli uomini di un grande santo, forse il più conosciuto, che ha saputo essere un alter Christus tanto da diventare contemporaneo ad ogni epoca successiva.</p>
<p>I cardinali hanno guardato avanti, verso il futuro della Chiesa.</p>
<p>Accompagna il nuovo Papa la nostra devozione, la nostra preghiera, il nostro affetto filiale».</p>
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		<title>Il sacrificio di Abramo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 09:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il posto che ciascuno occuperà nella storia del mondo è deciso da Dio e non da noi. E quello che Dio decide è la modalità più sicura della fecondità della nostra vita. Ciò è molto paradossale, ma può essere illuminato pensando alla figura di Abramo e al sacrificio che Dio gli chiede, raccontato nel capitolo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6580" rel="attachment wp-att-6580"><img class="alignleft size-full wp-image-6580" alt="chagall2" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/03/chagall2.jpg" width="271" height="346" /></a>Il posto che ciascuno occuperà nella storia del mondo è deciso da Dio e non da noi. E quello che Dio decide è la modalità più sicura della fecondità della nostra vita.<br />
Ciò è molto paradossale, ma può essere illuminato pensando alla figura di Abramo e al sacrificio che Dio gli chiede, raccontato nel capitolo XXII della Genesi. Dio chiede ad Abramo che la promessa di una generazione “più numerosa delle stelle del cielo” passi attraverso il sacrificio dell’unico figlio: questo è il paradosso estremo, che contiene in sé tutti gli altri attraverso cui Dio fa passare gli uomini.<br />
Dio in realtà non domanda ad Abramo di uccidere Isacco, ma gli chiede la disponibilità del figlio, cioè che per il figlio si compia ciò che vuole Lui e non ciò che vuole Abramo. Nel cuore dell’uomo abita la tentazione irresistibile di impadronirsi di ciò che Dio gli regala. Isacco rappresentava per Abramo una promessa, e questo contenuto di promessa era entrato nella psicologia di Abramo. Un figlio atteso per decenni che, alla fine, nasce: la tentazione di considerare quel figlio proprietà esclusiva è immensa. Più in generale: quando si ha dovuto patire tanto per avere una determinata cosa, come è possibile vivere il distacco da essa?<br />
Il distacco. Questo è l’insegnamento che Dio ha voluto dare ad Abramo, in linea con tutto l’insegnamento che Dio ha dato a Israele. Il disegno di Dio, che è universale, e quindi si serve di tutto, ha uno scopo ben preciso, che è educare la persona. Educarla, cioè distaccarla dall’idolatria e dalla forma più sottile di idolatria che non è adorare l’idolo, ma è adorare come idolo ciò che Dio ci ha dato. La profondità dell’idolatria sta nel fatto che essa è eminentemente naturale. La tentazione dell’uomo di sentire come proprio ciò che Dio gli ha dato come dono, appartiene alla stessa natura ferita dell’uomo. Per questo è necessaria l’esperienza del sacrificio. Ciò che don Giussani chiama la “distanza”. Entrare in un altro mondo dentro questo mondo.<br />
La fatica che facciamo a comprendere tutto quanto ho detto finora nasce dal fatto che riteniamo che il filo della vita sia tenuto in mano dall’uomo. Occorre ritornare alla radice dell’io, che è la creaturalità, la paternità di Dio. La questione più urgente di oggi, come nota il Papa, è la questione di Dio: la vita dell’uomo è l’espressione di un disegno positivo di cui noi non siamo in grado di tenere tutti i fili.<br />
Il filo dell’esistenza è qualcosa che Dio si incarica continuamente di riprendere in mano: è la complessità della Sua opera. Per questo è importante studiare la Scrittura e studiare la storia della Chiesa alla luce della Scrittura, scoprendo la continuità profonda tra il modo con cui Dio ha agito con Israele e il modo con cui Dio agisce nella Chiesa. Veramente la storia della Chiesa è la testimonianza che Dio tesse continuamente la sua tela e la tesse attraverso tutte le debolezze e le grandezze degli uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #888888;">Nell&#8217;immagine, Marc Chagall, «Abramo e Isacco sulla via verso il luogo del sacrificio», (1931).</span></p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 15:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 16 e domenica 17 marzo don Mario Grignani sarà in giornata missionaria a Mardimago (RO), presso la parrocchia di san Floriano; don Ettore Ferrario sarà invece a Cambiago (MI), presso la parrocchia di san Zenone. Per info: giornatemissionarie@sancarlo.org.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 16 e domenica 17 marzo</strong> don Mario Grignani sarà in giornata missionaria a <strong>Mardimago (RO)</strong>, presso la parrocchia di san Floriano; don Ettore Ferrario sarà invece a <strong>Cambiago (MI)</strong>, presso la parrocchia di san Zenone. Per info: <a href="mailto:giornatemissionarie@sancarlo.org">giornatemissionarie@sancarlo.org</a>.</p>
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		<title>La libertà di un uomo senza paura</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 09:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ho ricevuto la notizia della “rinuncia” di Benedetto XVI al ministero petrino sono rimasto scioccato. Eppure non ho mai, neanche per un istante, pensato che dietro a questo gesto ci possa essere altro che la sua fede e la sua libertà di uomo senza paura. Mi sono convinto di questa sua straordinaria libertà quando [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6567" rel="attachment wp-att-6567"><img class="alignleft  wp-image-6567" alt="w4881423297_7ec83f1dd4_b" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/03/w4881423297_7ec83f1dd4_b.jpg" width="338" height="212" /></a>Quando ho ricevuto la notizia della “rinuncia” di Benedetto XVI al ministero petrino sono rimasto scioccato. Eppure non ho mai, neanche per un istante, pensato che dietro a questo gesto ci possa essere altro che la sua fede e la sua libertà di uomo senza paura.</p>
<p>Mi sono convinto di questa sua straordinaria libertà quando ho potuto osservarla da vicino durante il suo storico viaggio in Terra Santa, nel 2009. Allora lavoravo come segretario privato del patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fuad Twal.</p>
<p>La visita del Papa in Terra Santa è stata una dimostrazione commovente del coraggio che nasce dalla fede cristiana, dall’attaccamento a Cristo risorto. Moltissimi erano stati gli avvertimenti, infiniti i tentativi di dissuadere il papa dall’intraprendere questa visita in un momento in cui, per vari motivi, le tensioni erano particolarmente alte. Molti esponenti della comunità cristiana in Terra Santa gli avevano suggerito di non venire, temendo che il momento non fosse opportuno. I mass-media avevano preannunciato un disastro. Lo stesso Patriarca di Gerusalemme, un entusiasta sostenitore del viaggio, aveva dichiarato alla stampa israeliana: «Una parola fuori posto e avrò problemi con gli ebrei; un’altra ed avrò problemi coi musulmani. Il Papa tornerà a Roma, ma io resterò qui con tutti i problemi».  Insomma, la pressione si era fatta sentire. Io stesso ero così in ansia che i giorni prima del suo arrivo non riuscivo a mangiare. E tuttavia il Papa, sicuro di obbedire ad un Altro, era partito.</p>
<p>Ci si poteva aspettare che, con queste premesse, il Papa si sarebbe limitato a dire poco, restando nel recinto dei luoghi comuni che non potevano offendere nessuno. Invece aveva subito sfidato tutti, con suprema serenità, a rimettersi umilmente davanti alla verità che ci ama. Nella moschea principale di Amman, in un discorso in cui ha affrontato gli stessi temi di fede e ragione che aveva sollevato nel famoso discorso di Ratisbona, davanti a centinai di imam giordani, il Papa disse: «Il [nostro] compito è la sfida a coltivare per il bene, nel contesto della fede e della verità, il vasto potenziale della ragione umana. […] Ci viene ricordato che proprio perché è la nostra dignità umana che dà origine ai diritti umani universali, essi valgono ugualmente per ogni uomo e donna, senza distinzione di gruppi religiosi, sociali o etnici ai quali appartengano».</p>
<p>Il Papa lanciava a tutti una sfida per un sussulto di umanità. A Shimon Perez, presidente dello Stato Israeliano, ha ricordato che, «Secondo il linguaggio ebraico, sicurezza – <i>batah</i> – deriva da fiducia e non si riferisce soltanto all’assenza di minaccia ma anche al sentimento di calma e di confidenza». Con queste parole spingeva gli israeliani a guardare oltre la questione militare e a vedere che una vera sicurezza richiede un nuovo rapporto con gli altri non basato sulla forza. «Una sicurezza durevole è questione di fiducia, alimentata nella giustizia e nell’integrità, suggellata dalla conversione dei cuori che ci obbliga a guardare l’altro negli occhi e a riconoscere il “Tu”». Sfidava i “forti” a una riscoperta del “tu”, della presenza misteriosa dell’altro come la via della pace.</p>
<p>In modo simile, ai profughi palestinesi del Campo di Aida, alla periferia di Betlemme sotto il famoso “Muro di separazione,” il Papa, parlando di educazione dei giovani, disse che una vera educazione ha bisogno di portare i giovani oltre “il forte desiderio di vendicarsi per la perdita e per le ferite. Ci vuole magnanimità per cercare la riconciliazione dopo anni di conflitto. Deve esserci una determinazione ad intraprendere iniziative forti e creative per la riconciliazione». Non adottava la politica delle parti, ma abbracciava le angosce e le speranze di tutti, sfidandoli a nuovi passi umani.</p>
<p>Ma al centro della visita del Papa c’era la cura del gregge sempre più piccolo della Chiesa locale. Il Papa riconobbe pienamente e abbracciò le loro sofferenze e paure, incontrando per una mezz’ora, per esempio, i parrocchiani della Santa Famiglia di Gaza che avevano ottenuto il permesso di venire alla messa di Betlemme. E nella messa celebrata in Manger Square, davanti alla Basilica della Natività, disse che la presenza di Cristo nella loro terra e nella loro stessa città doveva provocare nei fedeli «la costante conversione a Cristo che si riflette non solo sulle nostre azioni, ma anche sul nostro modo di ragionare: il coraggio di abbandonare linee di pensiero, di azione e di reazione infruttuose e sterili». E alla comunità cristiana di Gerusalemme non si limitò a compiangere la loro situazione politica e sociale molto difficile, ma li sfidò a guardare oltre la lotta politica alla speranza cristiana («Siete chiamati a servire&#8230; come il lievito di armonia, saggezza ed equilibrio&#8230;»), a seguire l’esortazione di San Paolo a «cercare le cose di lassù».  Il loro compito, come il suo, è di attaccarsi alla vittoria di Cristo «sul peccato e sulla morte, testimoniando la forza del perdono».</p>
<p>Il papa sfidava il popolo cristiano a porre le speranze in Cristo invece della politica. In questa chiave nella messa a Nazareth, assistita da un numero record di fedeli in Terra Santa, ripropose anche la centralità dell’educazione, indicando il ruolo femminile. Le donne soprattutto hanno il compito di far sì che «i bambini imparino ad amare e ad apprezzare gli altri, ad essere onesti e rispettosi verso tutti, a praticare le virtù della misericordia e del perdono».</p>
<p>Tutto questo non passò inosservato. All’aeroporto, alla partenza del Papa, il presidente Perez lo salutò dicendo: «Lei, personalmente, ha avvalorato la sua visita con una dimensione spirituale in quanto ha ispirato la pace, e ha elevato speranza e comprensione… Lei ha toccato cuori e menti».</p>
<p>Questi miei ricordi mostrano il coraggio stupefacente nato dalla fede limpida e profonda di Benedetto XVI. E mi hanno permesso di comprendere che la rinuncia del Papa al ministero petrino ha origine in questo stesso coraggio. Il coraggio umile di chi, seduto davanti alla tomba vuota di Gesù nella chiesa del Santo Sepolcro, ha confessato, con san Pietro, che «All’infuori di Lui, che Dio ha costituito Signore e Cristo, “non vi è sotto il cielo altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati”».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #888888;">pubblicato su ilsussidiario.net</span></p>
<p><span style="color: #888888;"><em>foto Catholic Church (England and Wales) - Mazur </em></span></p>
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		<title>febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 15:20:01 +0000</pubDate>
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		<title>gennaio</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 11:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 09:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da domenica 3 a venerdì 8 marzo, don Vincent Nagle e don Jacques du Plouy terranno una settimana di esercizi spirituali presso la parrocchia di Sant’Ignazio di Loyola a Milano. Sabato 9 e domenica 10 marzo don Mario Grignani sarà in giornata missionaria a Milano, presso la parrocchia di s. Marco; don Vincent Nagle e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Da domenica 3 a venerdì 8 marzo</strong>, don Vincent Nagle e don Jacques du Plouy terranno una settimana di esercizi spirituali presso la parrocchia di <a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/02/SIgnazio-Quaresima-20131.pdf"><strong>Sant’Ignazio di Loyola</strong></a> a <strong>Milano</strong>.</p>
<p><strong>Sabato 9 e domenica 10 marzo</strong> don Mario Grignani sarà in giornata missionaria a <strong>Milano</strong>, presso la parrocchia di s. Marco; don Vincent Nagle e don Dino Goretti saranno invece a <strong>Lugano (Svizzera)</strong>, presso la parrocchia di santa Maria degli Angeli; don Jacques du Plouy sarà infine presso la parrocchia di san Biagio a <strong>Magliaso (Svizzera)</strong>. Per informazioni: <a href="mailto:giornatemissionarie@sancarlo.org">giornatemissionarie@sancarlo.org</a></p>
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		<title>«Il sorridente illuminato»</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 14:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari amici, don Giussani è stata la persona decisiva che ha aperto la mia mente e il mio cuore agli orizzonti del mondo e della Chiesa. Se dovessi dire in estrema sintesi la ragione di maggior gratitudine che ho verso di lui, direi proprio questo: egli mi ha fatto innamorare di Cristo e della Chiesa. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6464" rel="attachment wp-att-6464"><img class="alignleft size-medium wp-image-6464" alt="varigotti" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/02/varigotti-300x188.jpg" width="300" height="188" /></a>Cari amici,</p>
<p>don Giussani è stata la persona decisiva che ha aperto la mia mente e il mio cuore agli orizzonti del mondo e della Chiesa. Se dovessi dire in estrema sintesi la ragione di maggior gratitudine che ho verso di lui, direi proprio questo: egli mi ha fatto innamorare di Cristo e della Chiesa. Non mi ha presentato un Dio rinchiuso in un passato irraggiungibile. Mi ha indicato Cristo presente nella comunione di chi oggi si lascia raggiungere da lui. Ha spalancato la mia umanità di ragazzo silenzioso e riservato alla conoscenza dell’uomo, dell’arte, della musica, della poesia. Mi ha insegnato cosa vuol dire accompagnare le persone, aiutarle a crescere e a fiorire, senza mai sostituirsi a loro. In lui ho visto la possibilità di valorizzare tutto e tutti nelle loro diversità. Mi ha riempito di curiosità per tutto, perché mi ha riempito di curiosità per Cristo. Egli, che era un grande comunicatore, mi ha trasmesso la passione per il rapporto personale con gli uomini e l’urgenza di far conoscere a tutti Gesù, l’unica risposta a quella sete di infinito che abita il cuore di ognuno e che don Giussani non smetteva di alimentare in chi gli stava vicino.</p>
<p>Per tutto questo, oggi, non solo da parte mia, ma a nome della Chiesa intera, desidero ringraziare don Giussani. La sua luminosa testimonianza, il suo infaticabile lavoro di educatore di generazioni e generazioni di uomini e donne al cristianesimo, la sua fede rocciosa che diventava, in modo naturale, luce per comprendere la realtà sono un faro importante all’interno della Chiesa. Egli è una miniera profondissima da cui si possono attingere tanti tesori. Le parole di stima che pochi giorni fa Benedetto XVI ha avuto ricordando don Giussani sono la testimonianza più grande e più autorevole di tutto ciò: «Ho conosciuto personalmente don Giussani – ha detto il papa –. Ho conosciuto la sua fede, la sua gioia, la sua forza e la ricchezza delle sue idee, la creatività della fede. È cresciuta una vera amicizia; così, tramite lui, ho conosciuto anche meglio la comunità di Comunione e Liberazione» (Saluto all’Assemblea generale della Fraternità San Carlo, 6 febbraio 2013).</p>
<p>Se uno volesse conoscere chi è stato don Giussani, dovrebbe sì leggere i suoi scritti, dovrebbe certamente studiarne la vita, ma, assieme a tutto questo, deve guardare a ciò che di lui vive tra noi. La vostra presenza qui, ci dice che don Giussani è vivo, perché vive ciò che da lui è nato. Ciò che da lui è nato muove anche la vita di persone che non lo hanno conosciuto direttamente. Come è possibile questo? Anche di altri personaggi storici possiamo conservare un grande ricordo, ma essi non muovono la nostra vita oggi. Che cosa, dunque, permette a don Giussani di vivere ancora? Rispondere a questa domanda è di capitale importanza, non solo per coloro che appartengono al movimento da lui fondato, ma per ogni uomo. Rispondere a questa domanda, infatti, significa addentrarsi nel segreto della vita, capire che cosa di noi non muore. Don Giussani si è affidato allo Spirito di Dio: ciò che è nato da lui è nato dalla sua obbedienza allo Spirito di Dio. Solo obbedendo a Dio, solo entrando nella sua volontà, le nostre opere e la nostra stessa vita possono portare frutto. Un frutto che rimane e può continuare a fecondare altre vite.</p>
<p>Entrare in ciò che Dio vuole è fondamentale per ogni esistenza. Dio parla innanzitutto attraverso i fatti. Entrare in questi fatti, che sono più grandi dei sentimenti, ci permette di entrare in una visione vera di noi stessi e del mondo. Stando accanto a don Giussani ci si accorgeva di iniziare a considerare in modo nuovo, realistico e positivo, i fatti, la realtà e, pian piano, si conosceva il Padre che attraverso quei fatti interpellava la nostra vita. Si imparava ad obbedire a Dio, ad entrare nella vita di colui che vive. Ecco allora la ragione più profonda per cui possiamo affermare che don Giussani vive ancora: perché si è lasciato prendere da Cristo che è il vivente.</p>
<p>Qualche giorno fa ho incontrato una grande scrittrice cristiana, Elena Bono. Ha ormai più di novanta anni, ma si ricordava ancora con grande lucidità il suo incontro con don Giussani. L’aveva conosciuto negli anni Settanta a Chiavari ed era stata così impressionata dalla sua personalità che ha sentito il desiderio di fissare per sempre quel momento in una poesia. «Il sorridente illuminato»: così in quei versi definisce don Giussani. Mi ha molto colpito il fatto che, seppur in un incontro abbastanza fugace, ella sia riuscita a cogliere un aspetto importante, direi centrale, della personalità di don Giussani: poiché non c’è nulla che sia perfetto – scrive la Bono – l’uomo può amarsi e amare solo quando si scopre amato gratuitamente da Dio. La suprema imitazione di Dio è dunque il perdono. <i style="font-size: 13px;">Nessuno si ama veramente, </i>[<i style="font-size: 13px;">…</i>]<i style="font-size: 13px;"> / Di qui nasce il deserto / dentro e fuori di voi. / Ma tu imita Iddio / nella misericordia / che è la suprema Perfezione. / Va’ e perdona te stesso, &#8211; / sorrise a lui l’Illuminato</i> (Elena Bono, <i style="font-size: 13px;">Il magrissimo asceta fece un interminabile cammino</i>, in <i style="font-size: 13px;">Poesie. Opera omnia</i>, Le Mani, Genova 2007, 408).</p>
<p>Amen.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><strong>Omelia di S. E. Mons. Massimo Camisasca nella messa di suffragio per don Luigi Giussani</strong></p>
<p>Reggio Emilia, 22 Febbraio 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #888888;">foto: 1965. Varigotti (SV). Un momento di preghiera sul molo durante gli Esercizi spirituali degli &#8221;incaricati&#8221; di GS (5-8/12/1965). © Archivio CL &#8211; clonline.org</span></p>
</div>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 10:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A breve nuove giornate missionarie.]]></description>
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		<title>Riguarda anche me?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 15:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cavaliere</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[sottopietra]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio, il futuro abate e fondatore del monachesimo, era figlio di ricchi agricoltori. Dopo la morte dei suoi genitori – siamo nel terzo secolo dopo Cristo – un giorno entrò in chiesa e sentì leggere il brano del vangelo di Matteo in cui Gesù dice: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A<a href="http://www.sancarlo.org/it/?attachment_id=6453" rel="attachment wp-att-6453"><img class="alignleft size-medium wp-image-6453" alt="g-8" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2013/02/g-8-300x192.jpg" width="300" height="192" /></a>ntonio, il futuro abate e fondatore del monachesimo, era figlio di ricchi agricoltori. Dopo la morte dei suoi genitori – siamo nel terzo secolo dopo Cristo – un giorno entrò in chiesa e sentì leggere il brano del vangelo di Matteo in cui Gesù dice: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi e avrai un tesoro nei cieli». Il giovane fu colpito da quelle parole come se fossero rivolte personalmente a lui. Uscì dalla chiesa e donò ai compaesani i trecento campi che aveva da poco ereditato. Poi vendette e distribuì ai poveri anche gli altri suoi beni, tenendo solo lo stretto necessario per mantenere la sorella più piccola.<br />
Le storie dei grandi del Cristianesimo contengono spesso un inizio di questo genere. Pensiamo a Francesco di Assisi, che assieme ai primi compagni aprì il vangelo per chiedere un’indicazione da parte di Dio: trovò la medesima frase che secoli prima aveva cambiato la vita di Antonio e su di essa basò anche la sua. Oppure pensiamo a Francesco Saverio, che sentiva l’amico Ignazio ripetere spesso: «A che vale guadagnare il mondo intero se poi perdi te stesso?», un’altra frase pronunciata da Gesù. Quelle parole lo convinsero a lasciare ogni prospettiva di carriera e a dedicare la vita all’annuncio di Cristo nelle Indie.<br />
È possibile che ciò accada anche a noi oggi? Possono i vangeli cambiare la nostra vita? Il papa si è posto questa domanda all’inizio di ciascuno dei suoi tre volumi sulla figura di Gesù di Nazaret.<br />
Egli nota che il nostro atteggiamento di fronte alla sacra Scrittura è spesso pieno di dubbi e di stanchezza, che ci vengono anche dalla cultura in cui viviamo. I vangeli sono testi che abbiamo sentito e risentito, da generazioni: il pericolo che l’abitudine ce li renda scontati è reale. All’opposto, se prendiamo alla lettera i racconti degli evangelisti, potremmo pensare che siano frutto di fantasia. Dove accadono, oggi, cose come quelle di cui gli apostoli affermano di essere stati testimoni? Non è più ragionevole pensare che abbiano ingigantito la realtà? E come possiamo allora prestar fede a ciò che dicono?<br />
Il papa ci insegna in modo semplice la strada per ritrovare la capacità di ascoltare. Egli condensa per noi l’esperienza del suo rapporto con i vangeli offrendoci tre indicazioni umili e dirompenti. Anzitutto ci dice: «Io ho fiducia nei Vangeli». Gli evangelisti non ci vogliono ingannare. I loro racconti nascono dallo stupore per un fatto realmente accaduto, di cui sono stati testimoni.<br />
Secondo: nei vangeli «io voglio trovare il Gesù reale», dichiara di conseguenza il papa. Essi parlano di un uomo vero, vissuto nella storia, che nello stesso tempo era vero Dio. Noi possiamo incontrarlo e possiamo giungere anche alla certezza della sua figura storica. La fede e il desiderio di seguire Cristo nella nostra vita non richiedono di abbandonare la strada della ragione che vuole conoscere la verità dei fatti. Anzi, ce la fanno amare di più.<br />
Il papa ci indica poi un ultimo passo. Per incontrare Gesù nelle pagine dei vangeli, dopo aver letto ciò che i testimoni hanno scritto, dobbiamo chiederci: «Riguarda me? E se mi riguarda, in che modo?». Dai vangeli arriva fino a noi un invito esigente. La forza straordinaria di questo appello è la stessa che ha cambiato la vita di tanti santi. Ed è il segno più grande che all’origine dei testi di cui parliamo c’è Dio stesso, Colui che è sempre vivo e sempre presente.</p>
<p><span style="color: #999999;">(nell&#8217;immagine, un fotogramma di &#8220;The Passion&#8221;, di Mel Gibson)</span></p>
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