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	<title>Fraternità San Carlo</title>
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	<description>Passione per la gloria di Cristo</description>
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		<title>Dal TG Meeting</title>
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		<title>Cento case, cento madri&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 15:03:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono le otto di sera e stiamo viaggiando da sei ore. L’Italia è un paese stupendo, ma lungo! Mancano ancora due ore a casa e ci va bene che questa sera non c’è traffico. Ho fame e c’è da fare benzina: al prossimo autogrill ci fermiamo. L’aria è frizzantina, pensare che fino a pranzo eravamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S<a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/09/DSC_8935.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3319" title="DSC_8935" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/09/DSC_8935-300x200.jpg" alt="DSC_8935" width="300" height="200" /></a>ono le otto di sera e stiamo viaggiando da sei ore. L’Italia è un paese stupendo, ma lungo! Mancano ancora due ore a casa e ci va bene che questa sera non c’è traffico. Ho fame e c’è da fare benzina: al prossimo autogrill ci fermiamo. L’aria è frizzantina, pensare che fino a pranzo eravamo con la neve alle ginocchia. Ho ancora in mente gli amici che ci hanno salutato quando siamo partiti. è stato un week-end intenso, come quasi tutti quelli dell’anno: fra celebrazioni di messe, incontri, pranzi e cene abbiamo davvero incontrato tanta gente. Quante belle storie di fede genuina, drammatica in certe situazioni, abbiamo ascoltato. Sono queste storie che aiutano la mia fede a crescere.<br />
Tanti ci ringraziano perché passiamo nelle loro chiese e nelle loro case raccontando la storia della nostra vocazione o quanto l’appartenenza alla Fraternità abbia cambiato la nostra vita, senza rendersi conto che siamo noi debitori per la loro testimonianza e per l’aiuto a organizzare gli incontri. Ogni tanto mi torna in mente il Vangelo: avrete cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri…<br />
Da quasi quattro anni giro l’Italia: quante case mi hanno accolto, quante tavole mi hanno ospitato, quanti letti sono stati preparati per me! Tante volte spostando i componenti della famiglia da una stanza all’altra pur di lasciare il letto al prete di passaggio. E prima di addormentarmi è sempre stato curioso osservare i segni del padrone della stanza: le foto, i poster di cantanti e giocatori. Tante volte ho cercato di immaginare i desideri di coloro che in quelle stanze ci vivono, pregando che la loro vita possa compiersi.<br />
E quanti posti belli mi sono stati donati: montagne ardite, paesaggi lunari, città incastonate sulle montagne, perle colorate dal mare blu. Spero che tutta quella bellezza possa rimanere nel mio animo. Oggi, ogni volta che qualcuno nomina un luogo, oltre alle caratteristiche del posto mi tornano in mente i volti e l’amicizia con tante persone che vi abitano. Ogni tanto i sacerdoti della mia casa mi sfidano a ricordare i nomi dei parroci di paesi o città che incontriamo quando percorriamo un’autostrada, sapendo che magari ho bussato alle porte delle canoniche della zona per le giornate missionarie. Tante volte riesco a rispondere alla sfida: devo ringraziare la buona memoria che Dio mi ha donato, ma anche l’accoglienza che ho spesso ricevuto da tutti quei sacerdoti.<br />
Chissà se la memoria mi supporterà in Kenya, dove andrò ad abitare fra qualche mese. Già imparare i nomi della gente sarà un’impresa. Per quanto ho potuto vedere durante un breve soggiorno, sarà un’esperienza di grande valore, a partire dalla vita in casa. Per fortuna nei quattro anni di lavoro in Italia ho vissuto in via Boccea. Ho imparato moltissimo dai superiori, dal lavoro comune con loro e con i miei compagni di avventura, Ubaldo prima e Gabriele poi. A loro va la mia gratitudine.<br />
Sì, in Africa la vita sarà diversa, a partire dal fatto che avrò una stabilità maggiore, senza essere sempre in viaggio. I paesi, i nomi, i volti conosciuti e amati in questi anni verranno con me, con la preghiera che il Signore li ricompensi per quanto ho ricevuto. Sono certo che gli amici faranno lo stesso per me, chiedendo a Dio che io possa vivere la mia vocazione senza riserve.<br />
Bon, ecco l’autogrill. Facciamo presto, però, a casa ci aspettano.</p>
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		<title>&#8220;Crescendo&#8221; a scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 14:28:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Crescendo» è un&#8217;occhiata veloce ad un mondo in costruzione. Dai bambini dell&#8217;asilo ai malati di aids, dalle problematiche sociali del Kenya ai giovani che imparano un mestiere, al centro della cura delle persone c&#8217;è l&#8217;educazione ad uno sguardo nuovo sull&#8217;uomo e sul mondo.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/09/IMG_1912.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3303" title="IMG_1912" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/09/IMG_1912-300x199.jpg" alt="IMG_1912" width="300" height="199" /></a>«Crescendo» è un&#8217;occhiata veloce ad un mondo in costruzione. Dai bambini dell&#8217;asilo ai malati di aids, dalle problematiche sociali del Kenya ai giovani che imparano un mestiere, al centro della cura delle persone c&#8217;è l&#8217;educazione ad uno sguardo nuovo sull&#8217;uomo e sul mondo.</p>
<p>In poco più di mezz&#8217;ora, l&#8217;occhio agile della telecamera ci introduce nel ritmo di vita che anima il quartiere di Kahawa Sukari di Nairobi, ci accompagna a conoscere le persone affidate a quattro missionari della Fraternità san Carlo.</p>
<p>Proponiamo il documentario all&#8217;attenzione di insegnanti e presidi perché fornisce numerosi spunti pedagogici. La qualità intrinseca del film aiuta a veicolare temi che si prestano a essere trattati trasversalmente a diverse discipline: l’educazione, il lavoro, lo sviluppo, la violenza tribale, la malattia, la fede, l’amicizia. Il tutto senza rischiare di annoiare, portando lontano dai luoghi comuni che vedono nell&#8217;Africa solo povertà, malattia, disperazione. A ogni scena si rimane sorpresi della bellezza di ciò che si vede e si sente.</p>
<p>Sono a disposizione tre seminaristi della Fraternità che hanno vissuto un periodo di formazione presso la missione di Nairobi, che possono approfondire i temi del video con le classi o in un incontro più grande.</p>
<p>Per informazioni sul film e sulla nostra proposta, è possibile telefonare allo 06.61571444, scrivere a <a href="mailto:pr@sancarlo.org">pr@sancarlo.org</a></p>
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		<title>Al Meeting 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:17:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157624731144091%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157624731144091%2F&#038;set_id=72157624731144091&#038;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157624731144091%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F38216427%40N02%2Fsets%2F72157624731144091%2F&#038;set_id=72157624731144091&#038;jump_to=" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>«I miei padri, oggi, sono i miei amici»</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:56:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aldo Cazzullo, inviato di punta del Corriere, mette il dito sulla piaga. Don Massimo la cicatrizza. Esempi. Ci sono anche padri negativi? «Certo, ci sono i limiti di tutti i padri e ci sono figure profondamente negative. Ma chi le ha incontrate può essere aiutato, attraverso altri padri, a riscoprire il proprio padre biologico, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/09/meetIMG_9794.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3287" title="meetIMG_9794" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/09/meetIMG_9794-300x199.jpg" alt="meetIMG_9794" width="300" height="199" /></a>Aldo Cazzullo, inviato di punta del Corriere, mette il dito sulla piaga. Don Massimo la cicatrizza. Esempi. Ci sono anche padri negativi? «Certo, ci sono i limiti di tutti i padri e ci sono figure profondamente negative. Ma chi le ha incontrate può essere aiutato, attraverso altri padri, a riscoprire il proprio padre biologico, a perdonare e ad accogliere». La Chiesa ha fatto tutto il possibile sulla vicenda dei preti pedofili? «Ha fatto molto, ma il punto è chiedersi perché sono accadute queste cose, e vedo pochi luoghi dove questo accade». Perché la Chiesa insiste sul celibato? «Ci sono molte ragioni di opportunità, ma la vera motivazione è che la verginità è un modo di amare le cose più profondamente». Perché gli italiani non vogliono più fare i preti? «Il calo delle vocazioni è un dato di fatto, ma ciò che è preoccupante è la mancanza di riflessione sulle ragioni». La presentazione del libro &#8220;Padre&#8221; di don Massimo Camisasca, dedicato al sacerdozio, va al cuore dei travagli della Chiesa, perché è il libro stesso che affronta questa sfida. Robi Ronza, introducendo il dibattito, dice che il punto di domanda del sottotitolo (Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa?) lo inquieta un po’. Lo stesso don Massimo racconta di assistere ad episodi di ostilità nei confronti dei sacerdoti.<br />
Ma al tempo stesso dalla Sala Neri si sprigiona una grande serenità, come quella che nasce dalla lettura del libro. Il padre è quello che aiuta il figlio ad entrare nella realtà, e don Massimo scrive della paternità perché sente «l’assenza di padri», che genera persone sole e ripiegate in sé stesse. Il padre e quindi il sacerdote spalanca il figlio al senso della sua esistenza. Nello stesso tempo deve riconoscere che il figlio non gli appartiene, è questa è la scoperta (e il sacrificio) più grande. Come si diventa padri? «Scoprendosi figli»; don Massimo riconosce che, se ha avuto un padre biologico e un padre spirituale (don Giussani), i suoi padri, oggi, «sono i miei amici». L’amicizia, tema trascurato, è invece la chiave per ripartire. Come nella Fraternità San Carlo, fondata da don Massimo e basata, oltre che sulla missione, sulla vita comune.</p>
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		<title>Canti e confessioni. E&#8217; festa alla San Carlo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 15:04:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/08/PM_20100824_3325.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3281" title="PM_20100824_3325" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/08/PM_20100824_3325-300x200.jpg" alt="PM_20100824_3325" width="300" height="200" /></a>Compie venticinque anni il prossimo mese ma sembra che la festa sia già cominciata. Siamo allo stand della Fraternità san Carlo, presente al Meeting in A1, e nata nel 1985 dal desiderio di alcuni sacerdoti e seminaristi di poter continuare, andando in missione, l’esperienza di Comunione e Liberazione. Hanno cominciato in sette, oggi sono in 160. Da Roma si sono ramificati nel mondo con ventuno case.<br />
Passando accanto al loro stand è impossibile rimanere indifferenti. È un luogo vivo, popolato da molte persone di età e nazionalità diversissime. Per tutti i sette giorni di Meeting dalle 12 fino alle 19 si alternano, ogni ora, testimonianze di missionari che raccontano la propria esperienza, fiorita in qualche sperduto angolo del mondo:    dal    Cile    alla    Russia,    dall’Africa a Taiwan. C’è anche un documentario video che racconta la “giornata tipo” di un sacerdote della Fraternità e la missione che ogni giorno viene svolta in Palestina. Dopo alcuni anni in cui una mostra presentava la vita di un santo (san Giuseppe, san Pietro&#8230;), oggi con pannelli di foto e frammenti di lettere di alcuni missionari si testimonia la storia di un’esperienza che dura da venticinque anni.<br />
Ecco cosa scrive don Gerry: «Domenica scorsa, dopo la messa delle dieci, stavo incontrando un gruppo di ragazzi del catechismo. Hanno suonato alla porta: era una bambina piccola. Quando ho aperto mi ha detto: “Ciao Gesù”. Io l’ho invitata ad entrare. Lei doveva solo dire una cosa a sua sorella. Prima di andarsene mi ha ripetuto ”Ciao Gesù! Ci vediamo domenica prossima”. Ho cercato di immagina-<br />
re perché mi avesse salutato in quel modo. Il motivo, in realtà è molto semplice. Quando io dico ai bambini del catechismo: “Gesù ti ama, Gesù ti salva, Gesù ti perdona”, quei bambini vedono me. Io sono chiamato ad essere Cristo per gli altri.»<br />
E poi ci sono seminaristi che continuamente, fuori dallo stand, invitano a conoscere l’esperienza della san Carlo offrendo la loro rivista (Fraternità&amp;Missione) oppure semplicemente dialogano con qualche curioso. I sacerdoti talvolta confessano anche. Ogni sera inoltre, allo stand si canta e si suona insieme.<br />
«Siamo qui per fare esperienza di Cristo. Lo vogliamo testimoniare e incontrare nel volto della gente che è venuta qui» così risponde Jonah Lynch, vicerettore del seminario della San Carlo, spiegando la ragione della loro presenza al Meeting. «Non mi importa intrattenere relazioni sociali – ribadisce Lynchma voglio unicamente incontrare Cristo attraverso l’altro». Il risultato è che arrivando al loro stand si viene accolti da persone contente, che trattano chiunque incontrano con simpatia e affetto.<br />
Infine, il libro. Oggi alle 19 in sala Neri sarà presentato Padre. Ci saranno ancora sacerdoti nel futuro della Chiesa?, scritto da Monsignor Massimo Camisasca, che della Fraternità San Carlo è superiore generale. Con l’autore ci saranno Aldo Cazzullo, inviato del Corriere della Sera, e Robi Ronza, giornalista e grande amico del Meeting. Il libro è stato scritto in occasione della proclamazione da parte di Benedetto XVI dell’anno sacerdotale, che si è chiuso a giugno. Don Massimo affronta i problemi del sacerdozio in Occidente nel mondo contemporaneo, e traccia le linee di una riforma. Alla luce della quale sono trattati molti momenti propri della vita cristiana (preghiera, amicizia, verginità&#8230;).</p>
<p>pubblicato sul &#8220;Quotidiano Meeting&#8221; di oggi</p>
<p>foto di Paola Marinzi</p>
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		<title>Da Taiwan a Rimini in trenta. «Ci piace stare con questi preti»</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 15:15:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nove anni di lavoro per la traduzione de “Il senso religioso” in cinese. E allo stand San Carlo compaiono occhi a mandorla e ideogrammi
I loro occhi a mandorla osservano felicemente spaesati i pannelli della mostra sul Samba: qualcuno scatta foto, gli ideogrammi segnano gli appunti sui block-notes. Sono una trentina i taiwanesi arrivati ieri in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/08/3_cinesi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3273" title="3_cinesi" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/08/3_cinesi-300x199.jpg" alt="3_cinesi" width="300" height="199" /></a>Nove anni di lavoro per la traduzione de “Il senso religioso” in cinese. E allo stand San Carlo compaiono occhi a mandorla e ideogrammi</em></p>
<p>I loro occhi a mandorla osservano felicemente spaesati i pannelli della mostra sul Samba: qualcuno scatta foto, gli ideogrammi segnano gli appunti sui block-notes. Sono una trentina i taiwanesi arrivati ieri in Fiera, in occasione della presentazione de <em>Il senso religioso</em> in mandarino, che sarà oggi alle 15 (A2): ad accompagnarli don Emmanuele Silanos e don Paolo Costa, sacerdoti della San Carlo da anni sull’isola. «La traduzione del libro è stata un lungo lavoro» racconta don Emanuele, spiegandoci come, nel 2000, un taiwanese iniziò il lavoro basandosi sull’edizione inglese. «All’inizio non capiva, finché non è arrivato al decimo capitolo, e ha capito tutto. Diceva: “È il libro della mia vita”». Il lavoro però si ferma, e tra bozze e revisioni, solo quest’anno è arrivato alla pubblicazione. «I problemi più grossi erano legati alla lingua, che manca di astrattezza: alcune parole come “evidenza” o “esperienza elementare” erano difficili da tradurre».<br />
Un aiuto alla traduzione è arrivato poi da due professoresse dell’università Cattolica di Taipei: Chen-Hsin Wang e Ci-Han Lü, che hanno conosciuto in università i due sacerdoti (anche loro professori), e ne sono diventate amiche. Anche le due docenti sono in giro per la Fiera, e domani parteciperanno alla presentazione del libro. «Siamo venute per seguire questi sacerdoti – spiega Chen-Hsin – ho saputo che ogni anno vengono al Meeting 800mila persone: volevo sapere cosa li attrae. Non avevo mai visto nulla di simile; è un evento per tutti, giovani e anziani. Ho deciso di portarci anche mio figlio, che non è cattolico». Anche lei racconta del lavoro di traduzione: «Più entravo nel lavoro più mi sentivo coinvolta. Il libro fornisce quel pensiero che rende Comunione e Liberazione straordinaria, perché si parte dall’umano e da un’esperienza comune a tutti».<br />
E infatti, il gruppo arrivato a Rimini è eterogeneo: alcuni parrocchiani dei due sacerdoti, ma anche una decina di studenti dell’università Cattolica di Taipei, di cui tanti non cattolici: buddisti, taoisti, protestanti, ecc&#8230; A spingerli, il desiderio di seguire quei sacerdoti. «Ero in Italia lo scorso anno con don Emmanuele, quando ci fu un tifone a Taiwan – racconta Nadia, taoista, – non me ne interessavo, credevo non c’entrasse con me. Lui invece voleva sapere se la mia famiglia stesse bene, e durante una messa ha fatto pregare per le vittime. Mi ha stupito che si preoccupasse tanto». Poi Nadia si ferma in Italia: 8 mesi a Venezia per studio. «Ero triste, era difficile; ma don Emmanuele mi chiamava spesso, e io trovavo coraggio». Torna a Taiwan, e non lo molla più: inizia a seguire la Scuola di Comunità. «Quando mi ha chiesto se volevo venire qui non c’ho pensato troppo, e ho accettato: mi piace stare con loro».<br />
Chiude Silanos, spiegando cosa vuol dire stare in missione a Taipei: «È andare a vedere il mondo da una posizione più alta, e conoscere Cristo coi loro occhi. Loro però non sanno chi ha fatto questa Bellezza: quindi noi glielo dobbiamo portare».</p>
<p>pubblicato sul <em>Quotidiano Meeting</em> del 25 agosto 2010</p>
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		<title>Preti smarriti tornate al silenzio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 14:13:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pochi. Vanitosi. Carrieristi. «Attivisti», vale a dire persi nell&#8217;azione minuta, nei convegni, quando non in tv, e dimentichi della liturgia e della loro vera missione. È un ritratto pieno di severità, oltre che di amore, quello che Massimo Camisasca dipinge dei sacerdoti nel suo nuovo saggio, Padre (pagine 221, 16) che le edizioni San Paolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/03/PadreLR-copy.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2638" title="PadreLR-copy" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/03/PadreLR-copy-190x300.jpg" alt="PadreLR-copy" width="190" height="300" /></a>Pochi. Vanitosi. Carrieristi. «Attivisti», vale a dire persi nell&#8217;azione minuta, nei convegni, quando non in tv, e dimentichi della liturgia e della loro vera missione. È un ritratto pieno di severità, oltre che di amore, quello che Massimo Camisasca dipinge dei sacerdoti nel suo nuovo saggio, Padre (pagine 221, 16) che le edizioni San Paolo mandano ora in libreria. L&#8217;autore è il biografo di don Giussani, lo storico di Cl &#8211; di cui è «ambasciatore» in Vaticano &#8211; il fondatore della fraternità San Carlo Borromeo che riunisce in case comuni sacerdoti da Roma alla Siberia, dall&#8217;Uruguay all&#8217;Africa nera. Nell&#8217;anno che la Chiesa dedica al sacerdozio, Camisasca ha scritto un libro molto «ratzingeriano». «Il prete &#8211; spiega l&#8217;autore &#8211; oggi è ucciso dalla sua proiezione verso l&#8217;esterno. È ucciso dall&#8217;attività, dai convegni, dai documenti. È molto spesso segnato negativamente dalle tecnologie. Occorre che il sacerdote riscopra il valore positivo del silenzio, della lettura, dello studio. Che ritrovi il proprio legame con il passato per potersi slanciare nel futuro. Che scenda in profondità nel determinare la propria agenda. Invece la vita del prete oggi è spesso parcellizzata in un&#8217;infinità di piccole risposte, che lo esauriscono e gli danno l&#8217;impressione di una vita sciupata e non donata». Per il prete, scrive Camisasca, «l&#8217;ancora della vita non può essere l&#8217;attività, l&#8217;azione. L&#8217;agire, il fare, l&#8217;operare sono realmente una fonte di alimentazione soltanto se, al fondo del nostro essere, noi sappiamo nutrirci continuamente del rapporto con Dio. Altrimenti l&#8217;azione ci svuoterà, ci stancherà e, dopo averci inebriato, ci distruggerà». Da qui, sostiene Camisasca, lo smarrimento. La ricerca di fama. L&#8217;abbaglio della superficialità. E anche lo sbandamento. Il cui rimedio, secondo Camisasca, non va cercato nel mettere in dubbio il celibato dei preti. «Il libro dedica molto spazio alla questione affettiva, che ha un ruolo fondamentale nella vita dei sacerdoti. Ma sono profondamente convinto &#8211; dice l&#8217;autore &#8211; che l&#8217;abolizione del celibato non porterebbe nessun bene alla vita dei preti. All&#8217;opposto, introdurrebbe nella loro vita problemi che l&#8217;appesantirebbero. Il celibato non è l&#8217;esclusione né degli affetti né della sessualità, ma è un uso diverso di essi. Il celibato non nasce dal disprezzo della vita familiare: le due vocazioni sono nate per integrarsi e sostenersi a vicenda. Non nasce dal disprezzo della sessualità. Ha, in ultimo, una sola ragione: la scelta di Gesù di essere interamente per il Padre e per i suoi». Sostiene Camisasca che, «perché sia possibile una vita affettiva matura, occorre che ci sia un padre. I vescovi devono dedicare più tempo ai loro sacerdoti e seminaristi: i preti devono fare l&#8217;esperienza di essere figli, per poter diventare padri del loro popolo. Alla radice della solitudine del prete c&#8217;è spesso un&#8217;agenda del vescovo troppo occupata in dibattiti, riunioni, incontri, che tolgono possibilità al prete di essere in contatto con lui». Fondamentale anche il tema dell&#8217;amicizia: «La Chiesa ne ha ancora molta paura. Ma non si arginano le patologie se non si aiuta lo sviluppo di una vita sana. Le amicizie morbose e negative, che non sono perciò propriamente amicizie, non devono chiuderci al valore essenziale di quei legami di preferenza che aprono all&#8217;amore per gli altri e ci aiutano a capire chi sia Dio». La crisi c&#8217;è e Camisasca non la nega. «Alla morte di Montini, nel &#8216;78, i sacerdoti diocesani erano oltre 41 mila. Al termine del grande pontificato di Wojtyla, che per molti ha coinciso con una rinascita della Chiesa e per taluni con un aumento del suo potere, erano 33 mila. Un quarto in meno. Il 60% dei sacerdoti italiani è stato ordinato prima del &#8216;78. Un clero invecchiato. Chiediamoci cosa sarebbe accaduto se non ci fosse stato Giovanni Paolo II». I rimedi? «Occorre educare i giovani nei seminari a distaccarsi da una sessualità percepita solo come strada verso un godimento effimero; aiutarli a non temere la solitudine, il sacrificio, il dolore; aprire loro gli orizzonti mondiali cui li chiama una vocazione così concreta come il sacerdozio (in Africa e in Asia le vocazioni sono in grande aumento). E occorre che i preti tornino a studiare. Il silenzio, la riflessione non sono la negazione della vita attiva, ma la loro condizione. Fondamentale è il recupero della liturgia: se il sacerdote non ritrova il senso vero della liturgia nella sua vita non può ritrovare se stesso. La liturgia non è un&#8217;azione in cui il prete deve farsi notare. Non è il luogo della sua creatività personale, non è uno spettacolo. Non nego la positività del Vaticano II; dico che contemporaneamente è avvenuto un impoverimento da cui dobbiamo risollevarci».</p>
<p>dal <em>Corriere della Sera</em> &#8211; 18 febbraio 2010 &#8211; pag. 39</p>
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		<title>Appuntamento al Meeting!</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 08:55:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Fraternità san Carlo vi dà appuntamento al Meeting di Rimini (22-28 agosto 2010), presso lo stand nel padiglione A5 della Fiera di Rimini.
In particolare, vi segnaliamo la presentazione del libro &#8220;Padre&#8221;, di Massimo Camisasca, in programma per giovedì 26 agosto, alle ore 19, presso la Sala Neri.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/07/meeting.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3226" title="meeting" src="http://www.sancarlo.org/it/wp-content/uploads/2010/07/meeting.jpg" alt="meeting" width="384" height="256" /></a>La Fraternità san Carlo vi dà appuntamento al <strong>Meeting di Rimini (22-28 agosto 2010)</strong>, presso lo stand nel <strong>padiglione A5</strong> della Fiera di Rimini.<br />
In particolare, vi segnaliamo la presentazione del libro <strong>&#8220;Padre&#8221;</strong>, di Massimo Camisasca, in programma per giovedì 26 agosto, alle ore 19, presso la Sala Neri.</p>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 07:43:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Giornata Missionaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuove giornate missionarie a settembre. Intanto buone vacanze, e ci vediamo al Meeting!
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nuove giornate missionarie a settembre. Intanto buone vacanze, e ci vediamo al Meeting!</strong></p>
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