Tendere all’ideale
Chi sono io? Dove si trova la vera consistenza della mia personalità? È a questo tipo di domande che don Luigi Giussani cerca una risposta per aiutare l’uomo di oggi a riscoprire il suo io perduto. Al centro della sua proposta sta una semplice ripetizione degli inviti biblici: “seguite”, “rimanete in me”, “siate di Cristo”, “offrite voi stessi a Dio”. L’originalità della morale giussaniana consiste però nel rendere ragione di tali atteggiamenti morali, nel fondarli in una ontologia nuova. “Quello che si cambia in noi deve partire coscientemente, ragionevolmente, avere cioè come primo luogo di avvenimento la conoscenza, perché tutto quello che l’uomo fa dipende dal modo in cui concepisce”. Attraverso la spiegazione di alcuni concetti chiave (avvenimento, esperienza, comunione, presenza, misericordia) egli suggerisce così di cambiare lo sguardo sulla realtà e di lasciarsi stupire dall’unità che traspare tra l’io, il mondo e Dio.
In libreria: Tendere all’ideale. La morale in Luigi Giussani, di Michael Konrad – Marietti Editore.
Su Raiuno si parla di “Don Giussani”
Oggi, venerdì 18 settembre, andrà in onda su Raiuno, in seconda serata (alle ore 23.55), “L’appuntamento. Scrittori in tv”. La trasmissione, condotta da Gigi Marzullo, sarà dedicata al libro di Massimo Camisasca “Don Giussani. La sua esperienza dell’uomo e di Dio”. Saranno ospiti in studio l’autore, Gabriele La Porta (Direttore Rai Notte) e Simonetta Bartolini (giornalista e critica letteraria).
Presentazione del libro al Meeting di Rimini – guarda il video
Storia di un avvenimento
Presentazione dei tre volumi “Comunione e Liberazione”
«È la seconda volta che la Sala della Protomoteca, la più importante del Campidoglio, si riempie per ricordare don Gius». Mariapia Garavaglia, vicesindaco di Roma, ha introdotto così l’incontro di presentazione dei tre volumi sulla storia di Comunione e Liberazione, scritti da don Massimo Camisasca, superiore generale della Fraternità. “Le origini”; “La ripresa”; “Il Riconoscimento”: questi i titoli dei libri, riuniti recentemente in un cofanetto. Al saluto del vicesindaco sono seguiti gli interventi di Giuliano Ferrara, direttore de “Il Foglio”, di Giancarlo Cesana, docente di medicina del Lavoro e responsabile da anni del movimento. Infine l’intervento dell’autore. A fare da moderatore, Angiolino Lonardi, direttore di Raiutile. I volumi partono dalla vita del fondatore, don Luigi Giussani, dalla sua vocazione e soprattutto dalle ragioni che lo hanno condotto, senza nessun progetto, ad insegnare a scuola. «La storia di Cl – ha spiegato Giancarlo Cesana – è la storia di un’altra Italia, di un’altra gioventù. Di una gioventù diversa dai protagonisti del ’68. È una storia iniziata di schianto: in treno, all’improvviso. Don Giussani, parlando con un gruppetto di studenti, si accorse della loro ignoranza rispetto alla fede. E così decise di insegnare nelle scuole». Da questa esperienza iniziale nelle scuole iniziò l’esperienza di Gioventù Studentesca (Gs). Successivamente nacque Cl. Nessun progetto, quindi. Quasi un’anomalia rispetto al cattolicesimo organizzato di quegli anni. Anche Giuliano Ferrara, conservando il suo status di “super laico”, ha sottolineato il valore culturale di Cl, nata proprio per dare un senso al mondo in cui si vive. «E chi dona senso al mondo – ha spiegato Ferrara – non è un’integralista, bensì uno che ama lo splendore della verità». Nelle parole di chi l’ha scritto, don Massimo Camisasca, si conserva ancora intatto il sapore dei momenti trascorsi con don Giussani. «Il grande regalo che ho ricevuto scrivendo questo libro – ha detto don Massimo – è stato di fare sette anni di esercizi spirituali con lui; di conoscerlo, di condividerci dei momenti. Anche se don Giussani, come tutte le persone geniali, è una persona infinitamente conoscibile. La cosa che mi ha più colpito di lui è che cercava se stesso in tutti gli uomini: attaccava bottone in treno, sull’aereo, in taxi. Nell’altro incontrava il Mistero. In don Giussani era inscindibile Incarnazione e Trascendenza. Parlando di Dio, parlava degli uomini». Per don Massimo, il grande pregio del fondatore di Cl è stato soprattutto il suo essere un grande educatore. «Se si pensa che il 24 marzo all’Udienza generale concessa da Papa Benedetto XVI al movimento di Cl c’erano 100.000 persone, si capisce la continuità che è stato in grado di generare». Comunione e Liberazione, oggi è presente in ottanta Paese e continua ad affascinare moltissimi giovani. È presente nelle scuole, medie e superiori, ma soprattutto nelle Università. Perché? La ragione di questo seguito l’ha spiegata con una sintesi efficace proprio Cesana, il quale ha detto: «Giussani ha fatto di Cristo un neologismo». Vale a dire una cosa nuova, che valeva la pena essere scoperta. «Era molto pragmatico, ha proseguito. Quando ti incontrava, non ti faceva lunghi discorsi. Diceva solo due parole: vieni e vedi. Nient’altro». Anche il Papa nell’Udienza tenuta a Piazza San Pietro, il 24 marzo ha ribadito proprio questo aspetto. «Lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa, attraverso don Giussani, un Movimento, il vostro, che testimoniasse la bellezza di essere cristiani in un’epoca in cui andava diffondendosi l’opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e di opprimente da vivere. Don Giussani s’impegnò allora a ridestare nei giovani l’amore verso Cristo “Via, Verità e Vita”, ripetendo che solo Lui è la strada verso la realizzazione dei desideri più profondi del cuore dell’uomo, e che Cristo non ci salva a dispetto della nostra umanità, ma attraverso di essa».
Il soffio di Dio in venti anni di storia
E’ uscito in questi giorni, edito da Piemme, “Il vento di Dio”, il nuovo libro di don Massimo Camisasca, che racconta la storia dei primi vent’anni della Fraternità san Carlo. Come piccolo saggio, vi presentiamo l’inizio del primo capitolo.
La Fraternità san Carlo è un’opera di Dio e come tutte le Sue opere è nata nascostamente. Si è sviluppata a partire da un piccolo seme, un piccolo gruppo di persone che si sono messe assieme, ben consapevoli di quello che stavano facendo, ma assolutamente ignare di quanto sarebbe accaduto. Nelle opere di Dio succede sempre così: Egli si manifesta inizialmente nel nascondimento, entra nel mondo e nella vita delle persone in modo quasi furtivo, senza violenza, suggerendosi discretamente alla libertà di ognuno. Gesù stesso, il Figlio di Dio, è nato a Betlemme, un villaggio sperduto della Palestina.
Che cos’è per me la Fraternità? Anzitutto un gesto di misericordia di Cristo per la mia persona. Per questo motivo, nelle pagine che seguono, parlerò della mia vita. Non perché ami parlare di essa, ma perché altrimenti mi sarebbe impossibile descrivere la Fraternità. Essa è anzitutto qualcosa che è accaduto fra Cristo e me, per poi contagiare misteriosamente anche altre persone. È la modalità con cui Dio ha voluto fare sua la mia vita e ancora oggi continua ad essere l’atto con cui Dio mi raccoglie, l’azione tramite la quale egli entra in rapporto con me. Una delle espressioni che più mi colpiscono leggendo le Confessioni di sant’Agostino è proprio l’idea che Dio raccoglie: tu perdi la strada e lui ti raccoglie, tu ti allontani dal sentiero e lui ti raccoglie.
I primi segni di quest’opera misericordiosa di Dio nella mia vita si possono trovare nella mia adolescenza. Quando incontrai don Luigi Giussani avevo quattordici anni. Ero sempre stato cristiano, educato alla fede dai miei genitori, ma non avevo mai pensato che il cristianesimo fosse un avvenimento comunitario. Fu proprio questo aspetto che mi colpì in Gioventù Studentesca, il primo nucleo del movimento nato da Giussani. Mi stupì dapprima l’aspetto esteriore di quella comunità di ragazzi: le gite, gli incontri, il loro modo di salutarsi, i raduni improvvisati nei corridoi della scuola… Poi questa percezione si è approfondita.
Spesso don Giussani portava i suoi ragazzi a Varigotti, in Liguria, per dei ritiri spirituali. Uno di questi ritiri, al quale partecipai quando frequentavo la seconda liceo, fu dedicato al tema della comunione. Mi impressionò tantissimo. Ricordo che durante il viaggio di ritorno non riuscivo a distogliere la mente da ciò che avevo scoperto con chiarezza dirompente: Gesù Cristo, Dio divenuto uomo, era presente nella comunione vissuta fra noi. Era così bello da sembrare impossibile, pareva un sogno che avrebbe potuto svanire da un istante all’altro. Invece oggi, ripensandoci, mi rendo conto che Dio aveva piantato un seme nella mia anima, un piccolo seme che poi si è degnato di far crescere [...] (stralcio del primo capitolo de “Il Vento di Dio”, Piemme, 123 pagine, €10)







