La luce della Pasqua
Per tutti gli uomini del mondo e in particolare per noi che abbiamo avuto la grazia e la responsabilità di conoscere il Signore Gesù, risuona ancora una volta la voce dell’angelo: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? è risorto, non è qui» (Lc 24).
Ancora oggi molti cercano Gesù tra i morti, come un oggetto, una presenza del passato.
Gesù è stato certamente anche una presenza del passato, realmente nato, in un preciso momento della storia che i Vangeli e altri documenti storici dell’epoca irrefutabilmente testimoniano. Egli ha partecipato interamente alla nostra condizione di uomini, eccetto il peccato, dice san Paolo.
Ma Gesù non è solo un uomo del passato. Questo è l’annuncio del giorno di Pasqua: egli è vivo! Dopo avere liberamente obbedito al Padre che gli ha chiesto, a lui che da sempre viveva col Padre un rapporto di eterna e bellissima figliolanza, di diventare uomo, di soffrire e morire non solo a causa dei nostri peccati, ma anche per cancellarli nel sacrificio del suo sangue, Egli ha ottenuto dal Padre di riavere la vita, anzi Lui stesso, come ha detto, l’ha ripresa. Quella stessa vita l’ha donata a ciascuno di noi nel battesimo. Non c’è istante della nostra vita in cui Cristo non operi, traendoci a sé con i legami della sua carità.
Il più prezioso di questi legami è l’eucarestia. Non si finisce mai di scoprire nuovi raggi di luce che promanano da questo sole che è l’eucarestia. Paragonarla a Sole ci può far capire due verità: l’eucarestia è luce che ci fa conoscere chi è Dio e assieme chi è l’uomo. Nell’eucarestia impariamo che Dio è amore, come ha scritto due volte in una sua lettera san Giovanni, con una espressione fulminea che raccoglie e conclude la ricerca di millenni. Dio non è lontano, insensibile, isolato, inaccessibile. La sua gloria, la sua grandezza, la sua inarrivabilità si percepiscono proprio nella misura infinita della sua carità. Egli si è abbassato alla nostra umanità per elevarci alla sua divinità.
L’eucarestia è il segno efficace di questo meraviglioso scambio: prende su di sé la nostra povertà per darci la sua ricchezza. L’eucaristia si rivela così il più alto fattore di trasformazione individuale e sociale dell’uomo e del mondo, il frutto più importante della Pasqua a cui tutti e sempre siamo invitati.







