Col suo potente manto
Fino a vent’anni ho abitato a Cinisello Balsamo, al sesto piano di un grande palazzo che si affacciava su una serie d’incroci stradali e su una chiesa appena costruita. È una chiesa piuttosto famosa, costruita a forma di tenda, che si può scorgere anche dalla tangenziale che attraversa la periferia nord di Milano.
Uno dei ricordi più belli di quegli anni è legato al mese di maggio. Tutte le sere, alle nove, si scendeva per dire il rosario. Eravamo parecchi giovani. Prima le Ave Marie scandite da suor Adelaide, poi la recita in ginocchio delle litanie, in conclusione un canto dedicato alla Madonna. Alla fine, fuori dalla chiesa, noi ragazzi giocavamo a nascondino, col buio che rendeva la sfida ancora più intrigante. Andavamo al rosario anche per questo, per giocare, ma pregare insieme la Madre di Gesù ci riempiva di gioia. Lì, giovani e vecchi, eravamo una cosa sola. A tutti la preghiera dava consolazione, pace, speranza.
Senza Maria, la donna vestita di sole, la mia vita e la mia vocazione non sarebbero nemmeno pensabili. Lei ha esaudito le mie domande, ha protetto i miei parenti e i miei amici, mi ha preservato nei momenti più burrascosi della mia esistenza. Mi ha difeso col suo potente manto dalle insidie del maligno. A Lei posso rivolgermi senza timore. Come scrive Santa Teresa di Gesù Bambino: «La vergine lo sa bene cosa deve fare dei miei piccoli desideri, se li deve dire oppure no: insomma, sta a lei vedere di non forzare il buon Dio ad esaudirmi, per lasciare fare a lui in tutto e per tutto la sua volontà».
Non ho mai smesso di dire il rosario, e ancora adesso, ogni volta che lo finisco, mi ritrovo più certo della positività della vita. Spesso comincio a pregare assorbito dalle mie preoccupazioni, ma poi, decina dopo decina, il mio sguardo si alza e comincio a vedere anche i problemi in una prospettiva nuova, con occhi pacificati, più consapevole che tutto è nelle mani del Padre.
Missionarie di san Carlo: voti temporanei di Rachele Paiusco
Lo scorso 31 marzo, nella Solennità dell’Annunciazione, Rachele Paiusco ha emesso i voti temporanei, nelle mani di don Paolo Sottopietra, superiore generale delle Missionarie di san Carlo, e alla presenza di S.E. mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina.
Pubblichiamo di seguito il messaggio di auguri di don Julián Carrón.
Milano, 30 marzo 2008
Carissima Rachele,
nella solennità dell’Annunciazione in cui pronunci i voti temporanei nelle mani di don Paolo, voglio assicurare la vicinanza mia e di tutto il movimento a te e a tutte le Missionarie di S. Carlo, accompagnandoti nella preghiera affinché il tuo ‘sì’ sia totalmente immedesimato in quello della Madonna e attraverso di esso Cristo porti copiosi frutti di santità, cioè di umanità vera, nella vita tua e delle tue compagne.
Julián
scarica in pdf l’augurio di mons. Paolo Pezzi, arcivescovo della Madre di Dio a Mosca
La bellezza di essere cristiani
«O stiamo al contraccolpo di quello che accade oppure partiamo da un pregiudizio». Don Julián Carrón è netto come al solito: la fede non può essere staccata dalla vita. «Essere cristiani significa innanzitutto vivere fino in fondo i particolari dell’esistenza come strada per arrivare al significato di essi. La difficoltà e il dramma non vanno censurati, anzi sono il primo punto per vivere profondamente un’esperienza di fede». È questo, in sintesi, il contenuto del suo intervento all’incontro con i sacerdoti del movimento di Cl del centro-sud d’Italia che si è svolto a Roma presso la sede della Fraternità san Carlo. L’incontro è stato scandito dalle domande dei sacerdoti e dagli interventi di don Carrón, che ha tracciato il percorso ideale su cui lavorare in questo nuovo anno.
Nel pomeriggio, poi, il successore di don Giussani alla guida del Movimento ha incontrato i seminaristi della Fraternità che hanno portato la loro testimonianza e gli hanno rivolto alcune domande.







